Toscana
Tassa extra della Regione la Confindustria si ribella
LIVORNO Non c’è solo il “popolo delle barchette” a ribellarsi alla sventagliata di raccomandate con cui la Regione Toscana va in questi giorni a castigare con un avviso di accertamento – con tanto di...
LIVORNO
Non c’è solo il “popolo delle barchette” a ribellarsi alla sventagliata di raccomandate con cui la Regione Toscana va in questi giorni a castigare con un avviso di accertamento – con tanto di multona, interessi di mora e spese di notifica – i concessionari demaniali. Anche la Confindustria minaccia fuoco e fiamme: nei prossimi giorni, probabilmente giovedì o venerdì, saranno convocati al quartier generale di via Roma tutti i titolari di beni dati in concessione dall’Autorità Portuale. Firenze dice che devono pagare una sorta di sovrattassa regionale sui canoni demniali che ciascuno già versa.
«Stiamo parlando di terminal – afferma il direttore Umberto Paoletti – che, in questo periodo tutt’altro che florido, si sono visti piombare sul collo richieste di pagamento di un extra che in genere vanno da 100mila a 300mila euro. Non basta: questa è la cifra che si riferisce alla sola annualità 2006, è da immaginare che la Regione intenda poi fare qualcosa del genere anche per gli anni successivi e mettere a regime. Insomma, per ognuno dei soggetti interessati si rischia di avere di fronte una batosta che complessivamente non è lontana dal milione di euro, talvolta anche di più».
La contromossa è il ricorso alla commissione tributaria: ma – avverte Paoletti – è singolare che gli avvisi portino date che precedono di poco il Natale: un curioso escamotage per far inghiottire dalle festività di fine anno un bel po’ dei 60 giorni di tempo che si hanno per valutare se bussare alla commissione tributaria.
Non è l’unico aspetto contro il quale punta il dito la Confindustria: «Ci sono fortissimi dubbi sull’esigibilità di una simile imposta regionale, per prima – sbotta Paoletti – lo sa proprio la Regione. Anche gli uffici ministeriali hanno un orientamento contrario: è quasi una “tassa sulla tassa”, un controsenso che ha radici lontane, addirittura agli anni ’70, e ora rispunta fuori all’improvviso: c’è bisogno di far cassa in tutti i modi?».
Ma l’Authority livornese non va esente dagli strali dell’organizzazione degli industriali: «Mi risulta – dice Paoletti – che tanto Piombino che Marina di Carrara, gli altri due porti toscani sedi di Authority, abbiano fatto un quesito all’Avvocatura di Stato dubitando della legittimità di questa impostazione della Regione. ALivorno no: sono stati inviati gli elenchi richiesti e ora siamo forse l’unico porto in Italia costretto a sottostare a questa gabella. E questa è una ulteriore mazzata alla concorrenzialità, visto che i terminalisti di altri porti non sono stati chiamati a pagarla. Finora ci hanno provato solo le Marche a Ancona, ma è scattata subito la sospensiva».
Mauro Zucchelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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