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Costa concordia

«Scampati per caso al terrore»

Famiglia di Magliano sulla Concordia poche ore prima del disastro

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MAGLIANO

«Quando penso che anche io, mia figlia e mio marito potevamo essere ancora sulla Costa Concordia mi viene da piangere»: parla Sandra Salucci, 34enne di Magliano in Toscana, appena rientrata da una crociera nel Mediterraneo insieme al marito Claudio Marianelli, 39 anni e la figlia, una bambina di 6 anni. Fortunatamente però l’intera famiglia è sbarcata una dozzina di ore prima della tragedia, scendendo, come previsto, al porto di Civitavecchia alle 9 di venerdì mattina.

Appena appresa la notizia la coppia si è precipitata a Porto Santo Stefano: «Guardando le immagini in televisione abbiamo deciso di andare a cercare le persone con cui avevamo stretto amicizia durante la vacanza – spiega Sandra – tra cui dei ragazzi di Catania e Cagliari. Alcuni non li abbiamo trovati, altri mi si sono gettati al collo piangendo. Siamo anche riusciti a rivedere uno degli animatori che aveva giocato con mia figlia durante l’intero viaggio, ha detto d'aver visto scene da Titanic. Sappiamo che molti degli animatori si sono buttati in mare. L’unica anomalia che ho riscontrato durante il tragitto a bordo della Costa è stato il freddo patito nel tratto tra Palermo e Civitavecchia. Pare non funzionasse qualcosa nell’impianto. Ma credo non c'entri nulla con quello che è successo. La cosa più drammatica – conclude la donna – è pensare di essere sempre lì, al quarto piano, a cena, con la bambina lontana, a giocare al decimo livello della nave. Il solo pensiero di dover fuggire, salire le scale e raggiungere la piccola è un vero incubo. Mi viene da piangere. Andrò ad accendere un cero».

Maurizio Bernardini

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