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Concordia, sei morti e 29 dispersi La manovra-salvezza è stata solo un caso e l'evacuazione decisa senza il capitano

Concordia, sei morti e 29 dispersi La manovra-salvezza è stata solo un caso e l'evacuazione decisa senza il capitano

Cresce il numero dei dispersi e si affievoliscono le speranze di trovarli in vita. Mentre si aggrava anche la posizione del comandante Schettino. Corsa contro il tempo per recuperare il carburante prima che la nave coli a picco. Si aggrava la posizione del comandante Schettino. La nave si sarebbe appoggiata alla costa solo per un caso, lui riceveva sugli scogli le telefonate della Capitaneria: "Dove si trova? Torni sulla nave"

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Sono 29 i dispersi. Il comandante generale della Capitaneria di porto Marco Brusco lo annuncia in tv a tarda sera: "Un'ora fa ho ricevuto il referto dalla Prefettura di Grosseto: i mancanti all'appello sono 29, 4 membri dell'equipaggio e 25 passeggeri». Secondo Brusco i tedeschi dovrebbero essere 10, mentre gli italiani dovrebbero essere 6. Il comandante della Capitaneria di porto ha ricordato «il lavoro pericoloso che svolgono i soccorritori», specialmente se la nave dovesse muoversi.

È l'ultimo atto di una giornata difficilissima sia sul fronte giudiziario sia su quello dei soccorsi. Durante la quale sono emersi nuovi elementi agghiaccianti di quanto avvenuto la notte tra il 13 e il 14 all'isola del Giglio. Le virate a velocità di crociera, l'allarme che non arrivava, una collisione con uno scoglio a lungo definito un blackout. La Capitaneria che dà il via ai soccorsi quasi 10 minuti prima che lo chiedesse la plancia del Concordia, il comandante che viene più volte chiamato al cellulare e invitato, anche con voce grossa, a tornare a bordo. Sono alcuni capitoli delle oltre 7 ore della sciagura dell'isola del Giglio. Sullo sfondo una nave che, secondo i rilievi della Capitaneria, è finita dov'è ora per caso e non per una manovra di emergenza, e un ufficiale della guardia costiera che ha chiamato più volte al cellulare il comandante Francesco Schettino per farlo tornare a bordo a coordinare i soccorsi.

Intanto oggi è tornata la paura attorno al relitto. Intorno alle 11.40 accade ciò che si temeva da tre giorni: la Concordia si muove. Di poco, ma si muove: 9 centimetri in verticale e uno e mezzo in orizzontale. Il rischio che affondi diventa così un problema con cui fare i conti in fretta: se la nave scivola sullo scalino di roccia e finisce a 70 metri di profondità prima che i serbatoi siano svuotati, sarà difficile evitare il disastro ambientale. Il ministro dell'Ambiente Clini non nasconde la preoccupazione: «C'è un rischio altissimo, non solo per il Giglio ma per tutto l'arcipelago Toscano».  

IL BALLETTO DELLE CIFRE SUI DISPERSI
Su quante siano le persone disperse è un «balletto» di numeri. A più di 72 ore dal naufragio, infatti, non c'è una cifra ufficiale dei dispersi. Né dalla prefettura di Grosseto, l'organo cui spetta il conteggio, è arrivata una comunicazione ufficiale. Ieri il presidente della provincia, citando numeri della Costa Crociere e non smentito dalle autorità, aveva parlato di 17 persone che mancavano all'appello, 11 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio. Che oggi sarebbero dovute diventare 16 con la sesta vittima recuperata. Ma non è così. Anzi: il numero "ufficioso" - ma confermato da più fonti attendibili - di persone che mancano all'appello oscilla tra le 29 e le 34. Innanzitutto i membri dell'equipaggio che mancano all'appello non sarebbero sei ma quattro, compreso il pianista di bordo, Giuseppe Girolamo. A questi vanno aggiunti 4 cittadini francesi - confermati dal ministero degli Esteri - gli americani Gerald e Barbara Heil, forse un peruviano, e cinque italiani: William Arlotti di Rimini e sua figlia Daiana, la biellese Maria D'Introna e le due donne siciliane Maria Grazia Trecanico e Lucia Virzì. Ma non è finita: a questi si aggiunge un numero ancora imprecisato di cittadini tedeschi. Secondo una fonte qualificata italiana, sarebbero 18; fonti tedesche parlano invece di un numero attorno al 10. Insomma, un caos totale in cui l'unica certezza, purtroppo, è che il bilancio delle vittime è destinato a salire. Di parecchio.

“LA MANOVRA DI ACCOSTAMENTO E’ STATA CASUALE”
"L'EQUIPAGGIO SI SAREBBE RIBELLATO AL CAPITANO"

Sempre più certe sembrano essere le responsabilità del comandante Francesco Schettino, «scaricato» anche dalla Costa che, per bocca del presidente e Ad Pierluigi Foschi, ammette «l'errore umano». Dagli atti dell'inchiesta, infatti, stanno emergendo «conferme» alle colpe di Schettino. Tanto che anche quella che si pensava essere stata l'unica decisione sensata presa dall'ufficiale subito dopo l'incidente - la manovra per far virare la nave e accostarla il più possibile all'isola in modo che non affondasse in fondali profondi - in realtà non è stata voluta. La Concordia era senza motori ed era in balia delle onde. Così l'equipaggio, scavalcando l'ufficile, ha disposto l'evacuazione, capendo prima di lui che per la Concordia non c'era più speranza.

LE TELEFONATE CHOC DELLA CAPITANERIA AL COMANDANTE: “DOVE CREDE DI ANDARE?”
«Cosa vuole fare, vuole andare a casa?». Lo domanda con voce alterata l'ufficiale della guardia costiera al telefono al comandante Francesco Schettino, in una chiamata dell'1,46 di sabato mattina. E' una delle telefonate sequestrate dalla Procura, con il comandante che si lascia scappare anche un «abbiamo abbandonato la nave», prima di ritrattare. E quando dalla Capitaneria si dice che ci sono «già dei cadaveri», Schettino chiede «Quanti?». E l'ufficiale: «Deve dirmelo lei!». Leggi le telefonate

L'EMERGENZA AMBIENTALE
Le previsioni dicono che fino a giovedì-venerdì il mare dovrebbe tenere, poi è previsto un peggioramento. Che potrebbe far scivolare il bestione fino allo 'scalino'. C'è, inoltre, un altro pericolo imminente: la fuoriuscita di combustibile. Oggi, per la prima volta da venerdì, nel mare a poppa della Concordia sono apparse piccole chiazze di carburante. Si tratta di combustibile leggero, che evapora e dunque non desta troppo allarme, anche se le navi del ministero dell'Ambiente hanno già steso un cordone di galleggianti tutto attorno alla nave, come misura precauzionale. Ma se dovesse fuoriuscire il combustibile pesante, allora sarebbero guai. Ed infatti sull'isola sono già arrivati una ventina di esperti della Smit Savage, la società incaricata dalla Costa di pompare fuori dai serbatoi le 2.500 tonnellate di carburante.    Per i soccorritori, dunque, è una corsa contro il tempo. Oggi hanno dovuto interrompere le operazioni di ricerca dei dispersi per quasi tutto il giorno e la nuova situazione li ha costretti a prendere una decisione drastica: stop alle ricerche notturne. Troppo pericoloso. La sesta vittima, un passeggero che indossava il giubbotto salvagente, individuato dai Saf dei vigili del fuoco la scorsa notte, è stata recuperata soltanto nel tardo pomeriggio. Prima che le condizioni del mare peggiorino, restano quindi altre 72 ore ai soccorritori per trovare i dispersi. Poi, potrebbero doverlo fare con la nave completamente affondata. Perchè, ormai è chiaro a tutti tranne che all'ufficialità, nelle viscere della Concordia sono rimaste diverse persone.

LE INDAGINI
Altri corresponsabili, probabilmente altri indagati. Non esclude sviluppi collaterali l'inchiesta sul naufragio della Costa Concordia e sull cosiddetto “inchino” davanti al molo dell'Isola del Giglio del 13 gennaio. Le prime indagini confermano in modo deciso le accuse contro il comandante Francesco Schettino, in carcere a Grosseto per omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave. Ma gli inquirenti «fanno verifiche» sulla catena di comando della nave. «Per ora gli indagati sono due - ha precisato il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio - il comandante della nave Francesco Schettino, che è in stato di fermo, e il primo ufficiale in plancia Ciro Ambrosio, denunciato in stato di libertà».

Il procuratore non esita a mandare a picco la posizione di Schettino. «Ha fatto una manovra spregiudicata». «Era lui alla guida della nave - ha ripetuto ancora Verusio - quando c'è stato l'impatto contro lo scoglio, Schettino era in plancia». Così per l'abbandono della Concordia mentre a bordo una folla immensa di croceristi e membri dell'equipaggio era nel panico. «Abbiamo la certezza che il comandante abbia lasciato la nave» in piena emergenza, ha ancora detto Verusio. E poi il sospettabilissimo ritardo nell'avvisare la capitaneria mentre la nave si inclinava repentinamente e imbarcava acqua. O i macigni del pericolo di fuga e di inquinamento delle prove, due sospetti che hanno convinto a disporre il fermo in carcere su cui domani il gip Valeria Montesarchio terrà l'udienza di convalida.

LA DIFESA DEL CAPITANO
Schettino al suo avvocato Bruno Leporatti, che ha passato il pomeriggio in procura dopo averlo incontrato in tribunale, ha detto di voler rispondere al giudice. Schettino domani dirà che dopo l'impatto con lo scoglio ha fatto una manovra di emergenza per avvicinare, accostare la nave all'isola e salvare così «centinaia di vite umane», agevolando così i soccorsi. Chissà se sarà creduto.

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di Redazione web