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Trovato il corpo di Davide I suoi cani erano rimasti con lui

Trovato il corpo di Davide I suoi cani erano rimasti con lui

Ieri mattina il cadavere è stato individuato dal robot della squadra nautica della polizia : era nel relitto del peschereccio a 70 metri. Il giovane ha cercato fino all’ultimo di salvare l’imbarcazione

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di Lara Loreti

LIVORNO

Ha tentato fino all’ultimo di salvare il peschereccio. E i suoi due cani, Tag e Edri, non l’hanno mai abbandonato. È stato trovato ieri mattina dalla squadra nautica della polizia e dai sommozzatori di La Spezia il corpo di Davide Curcio,. il giovane di 36 anni morto insieme al padre Silverio nella tragedia successa mercoledì mattina alle Secche di Vada. Il giovane è deceduto nella cabina, dove era andato per fare delle manovre allo scopo di salvare il salvabile. Per evitare che l’imbarcazione colasse a picco. Per lui e per la sua famiglia quel peschereccio, il Santa Lucia II, era tutto. Ed era l’unico mezzo di sostentamento. Ogni giorno il giovane usciva di casa alle 3 per andare in mare a pescare. E così aveva fatto anche quella mattina insieme al babbo, 64 anni, e al marinaio sardo Roberto Caddeo, 37.

I sommozzatori sono riusciti a ritrovare il corpo grazie a un robot subacqueo filoguidato specializzato in questo tipo di ricerche. Una parete del peschereccio divelta durante l’incidente ha permesso all’apparecchio di individuare il corpo, che altrimenti sarebbe rimasto nascosto. Il relitto del Santa Lucia II giaceva su un fondale di 70 metri e due miglia e mezzo a nord ovest delle Secche di Vada. Un ritrovamento non facile, come testimoniano i poliziotti della squadra nautica livornese.

Davide dunque è rimasto intrappolato nella cabina. Nel momento in cui le reti si sono incagliate nel fondale, il peschereccio ha cominciato ad affondare. E come ha riferito il superstite, è stato allora che il giovane pescatore ha tentato di risparmiare l’imbarcazione ed è sceso in cabina per lavorare intorno al motore. Ma purtroppo non c’è riuscito. E il tentativo s’è dimostrato fatale per il giovane pescatore. Il babbo si sarebbe reso conto della gravità della situazione e avrebbe avuto un malore. Ma solo l’autopsia, in programma tra oggi e domani, stabilirà le cause del decesso di Silverio. Il funerale del 64enne è fissato per domani alle 15.30 nella chiesa di San Benedetto in piazza XX Settembre.

E insieme a Davide, per tutte le drammatiche fasi della tragedia, c’erano anche i due cani, un pastore tedesco e un carlino, che non l’hanno mai abbandonato. Erano in cabina e là sono rimasti senza mai lasciare il loro padrone. «Sono morti anche loro - dice il socio e armatore della Santa Lucia II, Silverio Romano - I due animali e Davide erano inseparabili, lo seguivano sempre».

Sconvolta la moglie del giovane Curcio, Ilaria, che sottolinea l’amore che suo marito provava per le due bestiole: «Davide portava sempre i suoi due cani a pesca, per lui erano una cosa irrinunciabile». La donna ha appreso la notizia del ritrovamento del corpo ieri in tarda mattinata e ora non pensa ad altro. «Sono sotto choc. E ora l’unica cosa che desidero è rivedere mio marito, aspetto che il corpo sia portato a terra». Sarà il pm a stabilire le modalità di recupero della salma. Non si esclude il coinvolgimento di una nave della Marina, viste la difficile posizione del relitto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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