Gioco
Trenta ore di lavoro per dare un letto a tutti
Una notte e un giorno interi nella sala operativa della Protezione civile Centinaia di telefonate e la mobilitazione degli albergatori maremmani
GROSSETO
Un febbrile lavoro per “setacciare” via telefono hotel e affittacamere, cercare posti letto per i naufraghi, coordinare le operazioni di salvataggio dei passeggeri. Fare la conta dei morti e dei dispersi.
Venti, trenta ore di lavoro no stop o anche più, nella sede della Protezione civile di Grosseto in piazza Martiri d’Istia dove decine di operatori e volontari maremmani coordinati dalla Prefettura hanno disperatamente provato a gestire -nella lunghissima e terribile notte a cavallo tra venerdì e sabato - l’emergenza della Costa Concordia. Una notte drammatica, iniziata venerdì intorno alle 23 con un tam tam di telefonate tra gli interlocutori e proseguita il giorno dopo a oltranza, tra riunioni a tamburo battente e una situazione complicatissima da gestire, nel corso della quale - dall’isola del Giglio - arrivavano di volta in volta notizie frammentarie e incomplete.
Finanza, carabinieri, prefettura, questura, Provincia, Comune, Asl, vigili del fuoco, Tiemme. Autorità e forze dell’ordine al completo. Tutti radunati nella saletta della Protezione civile adibita a Unità di Crisi per programmare gli interventi del caso. Non solo dal punto di vista dei passeggeri e dell’equipaggio da mettere in salvo e destinare alle varie strutture ricettive maremmane, ma anche sotto un profilo sanitario e psicologico, gestito dal medico del 118 Pietro Aloio. Così la Protezione civile si è stretta attorno a Massimo Luschi (l’ingegnere coordinatore), Leonardo Marras (presidente della Provincia di Grosseto), Giuseppe Linardi (prefetto di Grosseto), Michele Laratta (questore), Edoardo Campora (comandante dei carabinieri di Grosseto), Felice Carullo (comandante della polizia muncipale di Grosseto), Marco Simiani (presidente di Tiemme), Fernando Greco (comandante della Finanza). E intorno a loro - Tiziano Aluigi, Pierluigi Mori e altri - ecco una galassia di dipendenti e volontari impegnati a rispondere a decine di telefonate o a farne. «Stiamo contattando tutte le strutture ricettive maremmane per chiedere la disponibilità di un alloggio e ospitare i naufraghi», hanno fatto sapere gli operatori telefonando alle strutture ricettive per “piazzare” nottetempo i passeggeri. Full immersion proseguita il giorno dopo con il prefetto a coordinare ancora l’interminabile tavolo di crisi. E proprio a Linardi è arrivata la nota del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che «appresa la drammatica emergenza gli ha chiesto di rappresentare i sentimenti di cordoglio e solidarietà ai familiari delle vittime, augurando pronta guarigione ai feriti e vicinanza a quanti hanno vissuto la terribile esperienza del naufragio».
Il Capo dello Stato ha rivolto anche «sentimenti di apprezzamento e partecipazione all’intensa e difficile opera di soccorso in mare della Protezione civile, oltre alla gratitudine alla Regione Toscana e alla comunità dell’isola del Giglio per l’alto senso di solidarietà dimostrato nell’accoglienza ai naufraghi». Le notizie sul dramma, nella sede grossetana, si sono rincorse l’una dopo l’altra. Ieri sono arrivati il sindaco di Grosseto e l’assessore regionale Anna Rita Bramerini; fino all’ultimo la Protezione civile ha aggiornato i dati. E dopo una serie di verifiche e controlli incrociati - ha informato nella tarda serata di ieri - ha fornito gli ultimi dati: 4.232 le persone imbarcate sulla nave «secondo l'elenco fornitoci da Costa Crociere; 4191 i censiti transitati dal centro e identificati a Porto Santo Stefano». Su quelle 41 unità si è continuato tutta la sera a lavorare. L'unità di crisi è rimasta aperta.
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