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Livorno

Si parte con il restauro dei torrini di villa Regina

Si parte con il restauro dei torrini di villa Regina

Già montati i ponteggi, i lavori dovrebbero essere ultimati per l’estate All’interno in futuro sorgeranno sedi di associazioni e sale per esposizioni

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di Roberto Riu

LIVORNO

Saranno finalmente restaurati i due torrini situati all'entrata del parco pubblico di villa Regina in Borgo dei Cappuccini: in questi giorni si sta infatti procedendo al montaggio delle impalcature ed alla delimitazione dei cantieri di lavoro con la previsione di terminarne il restauro ed il risanamento conservativo in prossimità dell'estate, (almeno stando alla tempistica indicata sui cartelli affissi alla recinzione).

D'altronde i torrini versavano da tempo in uno stato di forte degrado e si parlava di restaurarli da almeno quindici anni. «L'occasione per il restauro dei torrini - spiega Giovanni Battocchi, presidente della Circoscrizione 3 - è stata offerta da un bando della Fondazione Telecom, recante progetti dedicati alla valorizzazione di beni culturali contribuendo alla spesa per i lavori».

L'intervento, inserito nel piano triennale per le opere pubbliche 2009-2011 dedicato alla manutenzione di strade marciapiedi, scuole e patrimonio comunale ed adottato dall'amministrazione municipale nell'ottobre 2008, è stato quindi approvato dalla giunta nell'ottobre 2009 con l'intenzione di ricavare all'interno dei torrini le sedi di associazioni e sale per piccole esposizioni temporanee.

I due torrini di forma prismatica sono quanto resta della magnifica villa innalzata nella seconda metà del Settecento dall'imprenditore Joseph Miranda, che l'aveva acquisita dal possidente Luigi Lorenzi che sull'area aveva in precedenza impiantato un vigneto. Caratterizzata da un mirabile porticato e sormontata da una torre munita di bifore, la villa, appartenuta in seguito alla famiglia Treves, è stata poi ristrutturata negli anni '30 del '900 modificandone l'aspetto esteriore ed in quel periodo fu sede del Genio Navale della Regia Marina.

Dopo la Liberazione di Livorno la villa ospitò per qualche tempo un comando della Us Army e negli anni '50-'60, divenuta di proprietà del partito comunista, fu sede della federazione locale. A Livorno la festa dell'Unità fu infatti ospitata per la prima volta proprio nel vasto parco che circondava l'imponente edificio.

Nel 1975 la villa, seguendo l'amaro destino di altri notevoli edifici storici livornesi (come villa Attias, le Case Pie o la originaria chiesa di San Matteo), fu quindi demolita, mentre attorno presero a sorgere fabbricati di edilizia residenziale e l'area del parco fu tagliata da un sovrappasso in cemento armato le cui pareti sono da un paio d'anni decorate da variopinti murales.

Nel 1994 quanto restava del parco (circa 19.000 metri quadrati), compresi i due torrini, divenne infine patrimonio comunale.

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