Toscana
La gente nel panico si gettava in mare
Tredici persone di Pistoia erano in crociera sulla Concordia: «Due ore d’inferno, siamo stanchi e spaventati»
PISTOIA
«Eravamo a cena quando abbiamo sentito un boato. Poi è andata via la luce. Saranno state le nove e un quarto. Ci siamo presi tutti per mano. La gente ha iniziato a urlare e, dopo 40 minuti di incertezza e di panico è suonata la sirena. Siamo andati tutti sul ponte, verso le scialuppe di salvataggio, ma non riuscivamo a montarci: la nave era inclinata e quelle in alto cadevano giù, sul ponte, mentre quelle in basso erano schiacciate dalla nave. Erano incastrate. È stato il panico. Le persone si strappavano i giubbotti di salvataggio che avevano addosso, c’era chi si buttava dalla nave. C’era la gente in mare».
Lo scioccante racconto è del quarratino Massimo Bini, titolare insieme alla compagna Debora Bolino del ristorante Pinko di Barba a Quarrata.
Erano a bordo della Concordia, la nave della Costa Crociere naufragata venerdì sera vicino all’Isola del Giglio.In tutto c’erano 13 persone residenti tra Agliana e Quarrata.
Per loro fortunatamente c’è stata solamente una tremenda paura, una notte passata all’addiaccio sul pavimento di una scuola dell’Isola del Giglio e un timbro di terrore stampato indelebilmente nella memoria.
Tra i pistoiesi sulla Concordia c’erano anche dei bambini, di cui uno di appena due anni e mezzo.
Quattro le famiglie coinvolte nella tragedia, tutte fortunatamente tornate a casa nel tardo pomeriggio di ieri sane e salve.Si tratta della famiglia di Massimo Bini che, con Debora Bolino e i suoi due figli, Laura di 20 anni e Kevin di 12, aveva deciso di regalarsi una vacanza: avevano chiuso per ferie il loro locale dal 7 al 13 per la loro prima volta in una crociera nel Mediterraneo.
Con loro, altre tre famiglie pistoiesi: quella del fratello di Massimo, Enrico Bini, titolare della gelateria SuperOlmi di Quarrata, insieme alla moglie Valentina Belli e al piccolo Lorenzo di appena due anni e mezzo.C’era anche la famiglia della sorella, Daniela Bini, titolare della gelateria SuperOlmi di Casalguidi, in crociera con il marito Massimo Mannini, e la figlia Giada.
Insieme alle famiglie dei tre fratelli, tutti quarratini, c’era anche quella (mamma, babbo e figlio) di loro amici aglianesi, titolari del bar SuperOlmi di Agliana.
«Nella tragedia siamo stati fortunati – raccontava ieri sera Massimo Bini, appena tornato a casa a Barba -.
«Eravamo tutti nel secondo turno della cena. Quando è accaduto eravamo a tavola e appena è andata via la luce ci siamo presi per mano e siamo riusciti a non perderci di vista.
« Sul ponte è stata una tragedia: mio fratello, con il bimbo piccolo in braccio, non riusciva a stare in piedi. Sono state due ore di inferno.
«Poi siamo arrivati all’Isola del Giglio: devo ringraziare il sindaco dell’isola e gli abitanti, pronti a ospitare 4000 persone in una località che di solito ne ospita 1500 scarse. Poi credo ci abbiano portati a porto Santo Stefano e poi a Savona.
«Siamo stanchi e spaventati».
Quando parla Massimo ha le lacrime agli occhi. Lo choc non è passato, per lui sarà difficile dimenticare quei momenti di panico e angoscia.
Sa che, adifferenza di altri, è uno scampato che può raccontare la sua disavventura, ma mai si sarebbe immaginato che una vacanza potesse trasformarsi in un incubo.
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