Il Tirreno

Livorno

«Innocente, ma rovinato Ora ripartirò da capo»

«Innocente, ma rovinato Ora ripartirò da capo»

Fabrizio Rinaldi, imprenditore livornese, è stato assolto nel processo Simoni Era accusato di ricettazione: «Ho perso 100mila euro: il danno e anche la beffa»

2 MINUTI DI LETTURA





di Lara Loreti

LIVORNO

«Ho perso 100mila euro, ma la cosa che mi ha fatto soffrire di più è il danno all’immagine: avrei voluto fare degli investimenti, ma le banche non mi hanno fatto credito perché ero coinvolto nel processo... Ora però non ci voglio più pensare, voglio ripartire da capo».

Fabrizio Rinaldi, titolare del bar Corallo alla stazione, giovedì pomeriggio è stato assolto dall’accusa di ricettazione nell’ambito del processo sul caso dell’ex promoter della Mps Ascanio Simoni, accusato di aver sottratto dei soldi dai conti bancari. Difeso dagli avvocati Marco Giunti e Silvia Gennari, Rinaldi è stato scagionato perché il fatto non costituisce reato. L’imprenditore è stato indagato e poi rinviato a giudizio per ricettazione in quanto sul suo conto erano transitati assegni per 15mila euro, intestati ad altre persone e provenienti da altri depositi, che gestiva lo stesso promoter. Ma i legali sono riusciti a dimostrare che Rinaldi non sapeva nulla di quella storia e che non era minimamente coinvolto nella truffa.

«Il mio cliente non era a conoscenza di questi movimenti e noi abbiamo provato che quegli assegni non erano stati girati da lui - spiega l’avvocata Silvia Gennari - Rinaldi ha reso la sua testimonianza davanti ai giudici. E la sua versione è stata confermata anche da altre persone nel corso del processo. Inoltre, il mio cliente ha avuto anche un grosso danno economico in quanto, in seguito a questa vicenda ha perso 100mila euro che aveva affidato al promotore finanziario».

La vicenda giudiziaria di Rinaldi è iniziata nel 2007, quando il commerciante è stato indagato per ricettazione per la storia degli assegni: «Se c’è una cosa che mi posso rimproverare è quella di essere stato ingenuo e di non aver tenuto sotto controllo il conto come avrei dovuto - dice l’imprenditore - Ma per il resto, ho sempre svolto il mio lavoro con massima onestà».

Ora Rinaldi è pronto a ricominciare. Ma l’esperienza dell’indagine e poi del processo lo hanno segnato profondamente. C’è un dramma che va oltre l’assoluzione in tribunale, che pure lo ha sollevato moltissimo: i disagi e le difficoltà che l’imprenditore ha dovuto affrontare sia dal punto di vista umano sia sotto il profilo professionale. «Ho dovuto rinunciare ad alcuni investimenti che avevo in programma - spiega il titolare del bar - e sentirmi chiudere la porta in faccia dalle banche per cose che non avevo commesso è stato terribile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web