Dalla cabina agli alberghi
Ecco dove sono stati ospitati i 2500 scampati riportati sulla terraferma
GROSSETO
Dalla megastruttura ricettiva al più piccolo agriturismo nel cuore del Parco, la Maremma ieri ha spalancato le porte della solidarietà all'accoglienza dei superstiti del naufragio della Costa Concordia.
Coordinati dalla macchina organizzativa della Prefettura e della Protezione civile gli albergatori del Grossetano hanno risposto con prontezza e sensibilità all’emergenza mettendo a disposizione le proprie strutture, alcune delle quali chiuse per la stagione invernale. In certi casi sono stati aggiunti letti in più alle camere e agli appartamenti all'ultimo minuto per poter aumentare la capacità ricettiva e far fronte così alle necessità indicate dalla sala operativa della Prefettura.
Dei 3360 passeggeri che a una prima stima avrebbero dovuto trovare accoglienza a terra, centinaia di loro sono stati subito trasferiti tra Civitavecchia (120 persone) e due alberghi di Fiumicino (760 passeggeri), ma la parte del leone in fatto di accoglienza l'ha giocata proprio la Maremma che ne ospita da ieri quasi 2500, di cui oltre 850 - dichiara il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi - nel solo territorio comunale del capoluogo, distribuiti in cinque alberghi.
Oltre 40 le strutture mobilitate nella maratona che ha coinvolto titolari, staff e personale di servizio, mobilitati nel cuore della notte appena sono state chiare le proporzioni del dramma. Circa cinquecento i membri dell'equipaggio, in maggioranza stranieri, che hanno trovato ospitalità alla Fattoria La Principina della famiglia Bianchi, in prima linea nell'emergenza. Oltre duecento si trovano invece presso l'hotel Villa Gaia di Marina di Grosseto. E tra le strutture mobilitate dalla Protezione civile in provincia c'è anche il villaggio Il Veliero di Follonica utilizzato anche nel 2009 per l'emergenza profughi da Lampedusa. Sono stati invece oltre trenta autobus della Tiemme a fare la spola tra Porto Santo Stefano e gli alberghi dove a ogni arrivo di un pullman si procedeva alla registrazione degli arrivi e all'assegnazione delle camere. Passaggi indispensabili ma vissuti compostamente e ordinatamente malgrado le ore febbrili e lo shock scritto in faccia.
Alla Principina si è pensato anche al dramma nel dramma: le persone che non riuscivano a mettersi in contatto tra loro e con i familiari in ansia. E così il blocco solitamente riservato agli appuntamenti dei congressi è diventato una bacheca improvvisata dove poter trovare avvisi e numeri di telefono da ricontattare. Sempre nella megastruttura, comunque, sono arrivati in soccorso dei naufraghi i volontari del Cai (il club alpino), dell’associazione Grifone e del club subacqueo grossetano.
Ieri sera, al termine di una giornata convulsa, risultava impossibile fare qualunque previsione sulla durata dell'accoglienza dei passeggeri della Costa Concordia in Maremma. L'incognita riguarda in particolare i tantissimi stranieri sprovvisti di documenti rimasti a bordo.
«Non sappiamo nulla in proposito - dicono ad esempio dalla reception dell'hotel Nuova Grosseto di piazza Marconi dove sono arrivati nel primo pomeriggio di ieri 42 membri dell'equipaggio, in prevalenza indonesiani e peruviani - Per il momento tutto sta procedendo bene e sono arrivati generi di conforto, vestiario e scarpe per gli ospiti». A portarli è stata la Protezione civile, che si è rivolta anche alla Caritas.
Le porte dell'accoglienza resteranno aperte finché l'emergenza non sarà superata.
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