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Costa Concordia, Twitter racconta il naufragio

Danilo Fastelli
Costa Concordia, Twitter racconta il naufragio

Nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 il disastro della nave da crociera è in corso ma nessuno dei principali canali di news nazionali segue in diretta l'evacuazione di oltre 4 mila passeggeri. L'informazione passa quasi esclusivamente sui social network e la diretta notturna del Tirreno diventa un punto di riferimento per i tanti che vogliono capire che cosa sta avvenendo al Giglio

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Nella notte in cui si consuma la tragedia della Costa Concordia c’è appena un filo di informazione da seguire per trovare notizie in tempo reale sul disastro in corso al largo dell’isola del Giglio. E questo filo, in gran parte, conduce a Twitter.

La notizia arriva nelle redazioni intorno alle 22,30, si parla di una nave da crociera in difficoltà e solo verso mezzanotte i fatti cominciano ad assumere i contorni della tragedia: oltre 4 mila persone stanno cercando di mettersi in salvo, c’è gente in preda al panico che si tuffa in acqua, la popolazione del Giglio si attiva per ripescare i naufraghi, forse il comandante ha abbandonato la nave, e intanto l’informazione nazionale tace. Solo canali generalisti all-news come Bbc e Cnn aprono finestre per seguire la notizia. Il resto dei  media si accorgerà di ciò che è successo solo quando a mostrarlo sarà la luce del sole. E allora nella notte proprio Twitter, il social network dei messaggini da 140 caratteri, diventa il principale canale di informazione. I tweet sono una valanga: arrivano da chi condivide le notizie dei pochissimi organi di informazione che stanno dando una copertura minuto per minuto dei fatti, o anche da chi si trova sul luogo del disastro o da chi cerca notizie sui propri cari.

Storify: la Concordia si incaglia al giglio - La notte del naufragio

Attraverso Twitter molte persone chiedono notizie al Tirreno: «Ci sono dispersi?». «Quanti sono i morti?». «Com’è successo?». Cercare di rispondere è un compito non facile: la tragedia è in corso in mezzo al mare e nel cuore della notte, tra telefoni staccati, fonti che si contraddicono, notizie che non si riescono a verificare. Ma la richiesta di informazioni è fortissima: impossibile non continuare a cercare... Così per tutta la notte - la notte della Concordia, la notte di Twitter - i lettori ci hanno tempestati di richieste. Ci hanno incalzati, spronati, corretti. E anche aiutati, raccontandoci quello che trovavano in rete o in qualche caso ciò che vedevano coi loro occhi perché si trovavano al Giglio.

concocoUna notte carica di preoccupazione e adrenalina, per noi e per chi cercava informazioni ovunque e trovava le nostre, lamentandosi della carenza informativa generale: «Il giornalismo italiano dorme». «Il Tirreno unico quotidiano che segue il disastro in diretta». «Difficile trovare informazioni, siete da elogiare». «Il Tirreno al Giglio c’è». «Sul Tirreno tutto live dall’inizio». «Questo è giornalismo online». «State facendo il vostro dovere».

Che in questo caso è consistito, durante una diretta aperta sia sul sito sia sui social network, nel dare in tempo reale tutte le informazioni raccolte dai cronisti, anche in più lingue. È proprio attraverso i social network che vengono rintracciate le prime testimonianze. Ed è sempre su Twitter e Facebook che finalmente compaiono le fotografie. In particolare, tra le prime immagini in assoluto a mostrare la scena della Concordia inclinata ci sono quelle di un ragazzo del Giglio, Giorgio Fanciulli: le ha postate pochi minuti prima su Facebook e in breve tempo faranno il giro della rete (guarda le foto). Nella mole di tweet  la redazione cerca di tenere il filo di un discorso giornalistico dando le “proprie” notizie ma anche confermando o confutando le notizie trasmesse dagli altri. Grazie a questo lavoro svolto in un contesto di emergenza, quando sta per scadere il tempo per smontare le pagine e rimontarle con la notizia della Concordia, la redazione internet diventa la “testa d’ariete” informativa del giornale. Un caso non isolato ma abbastanza esemplare anche della dinamica interna di una testata giornalistica attiva su più piattaforme.
 


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