Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

A bordo anche due coniugi orbetellani

Giovanni e Solidea, a terra con un canotto: «La gente dell’isola ci ha accolto, grazie a tutti»

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ORBETELLO

Tra i passeggeri anche una coppia di orbetellani: Solidea Santoni e Giovanni Torresi, affezionati viaggiatori della Costa Crociere. É stata la loro dodicesima esperienza e mai avrebbero pensato di capitare in una simile situazione. Marito e moglie, residenti a Orbetello Scalo, sono molto conosciuti nel paese, soprattutto la signora Solidea (anche se tutti la conoscono come Lea), la quale ha lavorato per molti anni all'ufficio postale nel centro.Una volta andati in pensione hanno approfittato del tempo libero per soddisfare la loro passione per i viaggi, soprattutto crociere. Solidea racconta quei terribili momenti a bordo della Concordia, su cui era salita la sera stessa a Civitavecchia: «Erano le 21 e 30 - dice - e noi ci trovavamo nella sala teatro, poiché mangiamo sempre al primo turno, ed abbiamo avvertito un boato». Perplessi si sono chiesti se si fosse trattato di un'onda anomala, anche se il mare era stato fino a quel momento quasi piatto. «Ci siamo guardati intorno e abbiamo visto un fuggi fuggi generale; tutti correvano verso le scale, mentre ripetuti black out elettrici non lasciavano presagire nulla di buono». Lei ed il marito, che si trovavano al settimo ponte, hanno seguito la folla in fuga e si sono affacciati per capire cosa stava succedendo. «La nave già cominciava a pendere da un lato - continua la signora Santoni - siamo riusciti a raggiungere la nostra cabina, dovevo prendere dei medicinali per mio marito che soffre di cuore, poi, affacciandomi all'oblò, ho notato che l'isola del Giglio era ad una vicinanza spaventosa».

Preso lo stretto necessario, abbandonando tutti i bagagli, si sono messi in fila con gli altri passeggeri cercando di non farsi prendere dal panico.«In molti gridavano di buttarsi, noi non l'abbiamo fatto, ma qualcuno si è lanciato in mare». La loro odissea non si è poi conclusa in pochi minuti, anche se le scialuppe erano rimaste incastrate. Per portare in salvo i naufraghi, lo staff della Costa ha dunque optato per i canotti a gonfiaggio istantaneo. «Siamo riusciti a scendere su questi gommoni senza motore e, agganciati alla barca della Finanza, trasportati a riva». Ad attenderli c'è stata un’accoglienza ed una solidarietà straordinarie da parte della popolazione del Giglio, dove i coniugi hanno trascorso la notte per far rientro in terra ferma la mattina successiva. «Vorremmo ringraziare tutta la gente del posto, sono stati splendidi, rassicurandoci e portandoci coperte e bevande calde».

Claudia Della Verde

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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