Lutto
«Sembrava di essere sul Titanic»
Le testimonianze dei passeggeri. Corsa contro il tempo nella notte per i soccorritori
ISOLADELGIGLIO
Una corsa contro il tempo nella notte, frenetica. Per liberare le centinaia persone che, diverse ore dopo l'urto con la secca, sono ancora intrappolate all'interno della Costa Concordia, incagliata davanti all'isola del Giglio. Non tutti, infatti, sono riusciti a lasciare la nave sulle scialuppe di salvataggio. Un'ottantina di persone si è gettata in acqua, e altre 200-300 sono rimaste a bordo, dove sono state intrappolate dalle porte di sicurezza. Per questo i vigili del fuoco hanno operato fino a notte fonda con le fiamme ossidriche, per creare un varco.
La macchina della protezione civile, coordinata dal prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi, si è mossa fin da subito in forze: i primi a intervenire sono stati gli uomini della Guardia di Finanza di Livorno. Ma i mezzi della protezione civile non potevano essere comunque sufficienti per reggere l'impatto di migliaia di persone in un territorio piccolo e che, peraltro, in questo periodo è quasi disabitato. Per questo, fin da subito, è cominciata la caccia a tutti gli alberghi disponibili in Maremma: molti sono stati fatti riaprire attraverso un'ordinanza. Allo stesso modo si sono dirottate sul Giglio le navi necessarie per trasportare i naufraghi verso la terraferma: un'operazione resa difficile dal fatto che per uscire dalla baia di Giglio Porto i traghetti devono passare in prossimità dello scafo incagliato, dove si potrebbero trovare passeggeri finiti in mare.
Straordinaria anche la prova di solidarietà degli abitanti dell'Isola del Giglio, che hanno aperto le proprie case e i propri esercizi commerciali per rifocillare i passeggeri e i membri dell'equipaggio della nave da crociera.La mobilitazione dei gigliesi è iniziata non appena si sono resi conto di quello che stava succedendo, con l'enorme imbarcazione incagliata a poche decine di metri dalla riva. «Stiamo cercando di sistemarli ovunque, in scuole, asili, alberghi, sotto qualsiasi cosa abbia un tetto», ha detto a caldo il sindaco dell'isola, Sergio Ortelli. Drammatici i racconti dei primi sopravvissuti arrivati a terra: «Stavamo cenando quando è andata via la luce, abbiamo sentito un colpo e un boato, e le stoviglie sono cadute per terra - così ha raccontato Luciano Castro -. All'inizio è stato detto che si trattava di un guasto elettrico, ma tutti si sono accorti che i bicchieri sul tavolo non stavano più in piedi». «Scene da Titanic - ha commentato la giornalista Mara Parmegiani,anche lei per caso tra i crocieristi della Concordia -. Prima l'invito ad avvicinarsi alle scialuppe “per precauzione”, poi ogni incertezza è stata spazzata via da sette fischi brevi e uno lungo: il segnale di abbandono nave».
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