Gioco
Camp Darby licenzia A casa 67 dipendenti civili
Possibili alcuni trasferimenti nella base statunitense di Vicenza, in espansione Preoccupati i sindacati: «Incentivare l’uscita per pensionamenti»
di Gianluca Campanella
LIVORNO
I tagli alla Difesa americana arrivano anche a Camp Darby, dove sono a rischio licenziamento 67 civili italiani, in servizio nel più grande deposito di munizioni dell’Esercito Usa al di fuori del territorio statunitense. La notizia era nell’aria dal 18 ottobre scorso, ma ha subito un’accelerazione in questi giorni. Il 5 gennaio, il presidente Barack Obama ha annunciato un ridimensionamento dei fondi Usa destinati al Pentagono: 450 miliardi di dollari in meno nei prossimi dieci anni. E ieri pomeriggio Kevin Bigelman, comandante della base sorta nel 1951 (mille ettari tra Pisa e Livorno), ha convocato il personale per ufficializzare quello che, di fatto, sarà un declassamento di Camp Darby.
Il perno della Us Army in Europa mediterranea sarà Vicenza: alla caserma Ederle si prevede di aggiungere l’aeroporto Dal Molin. Pertanto, dei 170 civili italiani ora impiegati nell’unità Garrison in Toscana, ne “serviranno” 67 in meno: il cervello della logistica (amministrazione, spedizioni, manutenzione dei palazzi) si sposta in Veneto, di cui Camp Darby diventa un satellite.
Invece, non dovrebbero esserci conseguenze per la parte più operativa: 190 i dipendenti dell’unità che fa riferimento al comando Afsb.
Vittorio Salsedo, segretario provinciale di Fisascat/Cisl, ha ricostruito: «All’incontro con tutto il personale era presente anche il comandante italiano, Raffaele Iubini, che ha promesso il suo interessamento per le sorti di quanti sono in esubero». Il taglio dei 67 dipendenti dovrebbe avvenire entro il 30 settembre e per capire il loro futuro, bisogna guardare proprio cosa succede a Vicenza: è vero che anche lì sono previsti 73 licenziamenti. Ma l’espansione della struttura aumenterà la popolazione da 43mila a 66mila americani: perciò, in un secondo momento, dovrebbero essere assorbite 212 nuove posizioni lavorative.
Il segretario provinciale della Cisl, Gianluca Federici, promette: «Batteremo ogni via per limitare il più possibile l’impatto delle decisioni della Difesa Usa».
Ma secondo il colonnello David Buckingam, comandante della Guarnigione Statunitense di Vicenza, i lavoratori in esubero a Camp Darby potranno trovare lavoro all’interno della base Dal Molin: «Sto lavorando a stretto contatto con il mio subordinato, il comandante di Livorno e con i sindacati locali per assicurare un trattamento che sia il più giusto e rispettoso possibile nei confronti dei lavoratori interessati. A tutti loro sarà data la possibilità di conservare il proprio posto di lavoro venendo a lavorare a Vicenza, compatibilmente con il ruolo che svolgono e la necessità dei posti di lavoro necessari a Vicenza».
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