Sicurezza
«Questo è un incubo» Lo strazio della moglie
VICARELLO «È come uno tsunami, un incubo. Ieri l’ho lasciato sano che andava in palestra e oggi l’ho ritrovato disteso in camera mortuaria. Non lo posso accettare, non me ne faccio una ragione. E non...
VICARELLO
«È come uno tsunami, un incubo. Ieri l’ho lasciato sano che andava in palestra e oggi l’ho ritrovato disteso in camera mortuaria. Non lo posso accettare, non me ne faccio una ragione. E non mi spiego come sia possibile che nel pomeriggio i medici di Pontedera abbiano accertato che mio marito stesse bene e potesse tornare alla vita normale e poi la sera lui è mortoe».
È disperata Stefania Cocchi, moglie di Massimo Guidetti, l’operaio e cestista morto mercoledì sera in palestra a Vicarello, durante gli allenamenti di basket. La donna ieri mattina s’è fatta coraggio ed è andata a parlare con i medici della camera mortuaria per capire come regolarsi per far luce sulla morte del marito. Quindi, s’è recata presso il posto fisso di polizia per chiedere che sulla salma venga svolto l’esame autoptico da parte del medico legale. La morte di Guidetti infatti era stato subito considerata per cause naturali e quindi era stato previsto solo l’esame medico esterno del corpo. Tuttavia, Stefania Cocchi ha deciso di andare in fondo alla questione e per questo ha chiesto al giudice di poter svolgere l’autopsia per accertare i motivi del decesso. Potrebbe infatti esserci un legame tra la morte del 41enne e l’infortunio sul lavoro che aveva il mese prima, a Cecina, quando l’operaio era rimasto folgorato. «Io non lo so cosa sia successo - dice Stefania Cocchi - ma voglio capire, non mi arrendo».
La morte di Massimo è stato come un fulmine a ciel sereno per la donna. «Era un buon momento, i medici gli avevano detto che stava bene e che si poteva allenare. E lui era così contento e sollevato. Anche io ero più serena. Non mi sarei mai aspettata che una tragedia del genere scuotesse così crudelmente la nostra vita».
I due coniugi vivono insieme in via Falaschi a Vicarello e hanno una bimba di 8 anni. Il compito più duro per la madre è proprio quello di informare la piccola sul dramma della morta del padre.
In questi momenti di grande sofferenza, accanto alla Cocchi si sono stretti il fratello, i parenti e tutti gli amici più stretti.(l.l.)
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