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L’ultimo post su Fb: tutto ok, sono sano

L’ultimo post su Fb: tutto ok, sono sano

Ieri l’ultima visita all’ospedale di Pontedera: dalle analisi nessun danno al cuore. Il pianto dei compagni di squadra

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VICARELLO

«Non ha voluto aspettare neanche un istante in più: l’ultimo post su Facebook Massimo Guidetti, 41 anni, l’ha scritto dal telefonino. «Tutto a posto, sono sano come un pesce». Tanta era la voglia di comunicare a tutti che gli accertamenti cardiaci erano andati bene. Era mercoledì pomeriggio e l’atleta del basket era ancora in ospedale, a Pontedera. Poche ore dopo, il suo cuore avrebbe smesso di battere durante l’allenamento nella palestra comunale di Vicarello.

Guidetti è morto tra le braccia dei colleghi di squadra della Polisportiva Vicarello Amatori, che hanno fatto di tutto per salvarlo. «Era una persona speciale, lo conoscevo da oltre venti anni», dice commosso il presidente del gruppo, Giovanni Cauteruccio. I due erano molto uniti, li legava quella tipica amicizia che si crea negli ambienti sportivi, tra chi condivide la passione, l’agonismo, le vittorie e le sconfitte.

«Giocava con noi dal 1994, indossava la maglia numero 5 o la 16, a volte però vestiva anche la dieci - ricorda Cauteruccio - Gli piaceva tanto giocare, amava lo sport e ci rinunciava malvolentieri. E poi noi uscivamo spesso insieme, abbiamo condiviso tanti momenti indimenticabili».

L’altra sera, Massimo era in forma. «L’ho visto sereno e felice di tornare ad allenarsi - dice l’allenatore - negli ultimi 25 gironi infatti era rimasto fuori a causa dell’in fortunio. Ma non s’è mai fermato di fronte a questa cosa, anche perché poi aveva avuto l’ok dei medici per tornare a giocare e così ieri era sceso in campo tutto contento».

Quando s’è sentito male, Massimo Guidetti aveva cominciato l’allenamento da poco. «Noi giochiamo negli Amatori, non abbiamo ritmi di allenamento pesanti, tutt’altro -spiega Cauteruccio - E quando Massimo è svenuto aveva fatto poco, non era sotto un particolare sforzo. Non riesco a capire come sia successo».

Guidetti ha lasciato nei suoi amici un bellissimo ricordo: «Era una persona limpida e solare - dicono gli amici - un “ragazzo” tranquillo, senza problema, molto legato alla sua famiglia».

Ieri nella palestra comunale è stato un giorno di dolore non solo della sua squadra, ma di tutti gli atleti che frequentavano il centro sportivo. Guidetti era molto noto e stimato nell’ambiente.

Lutto anche tra i colleghi di lavoro, non appena la notizia della morte dell’operaio s’è sparsa all’interno dell’azienda.

Guidetti lavorava per una ditta, la Cemes, che opera nel settore dell’energia, che presta servizio per l’Enel. E spesso l’operaio si trovava a svolgere delle commesse anche all’interno dell’Eni a Stagno.

Lara Loreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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