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Livorno

L’afro-beat dei Dinamitri Jazz Folklore

L’afro-beat dei Dinamitri Jazz Folklore

Domani sera al The Cage lo spettacolo di improvvisazione dei musicisti del gruppo livornese

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di Dario Serpan

LIVORNO

Non siete mai andati a vedere un concerto jazz per il timore di avere troppi parrucconi intorno a voi? Credete che il jazz sia noioso, borioso e autocelebrativo? Ecco un’occasione per smentirvi è dire sì al concerto in programma domani sera al The Cage Theatre di Villa Corridi, dove alle 23 comincerà lo show dei Dinamitri Jazz Folklore. Niente di classico e obsoleto, non il solito live jazz, ma un percorso votato alla sperimentazione dentro la cultura afro-americana, con tanto di ricerca e improvvisazione.

«Siamo un gruppo nato nel 1999 – ci dice il sassofonista Dimitri Grechi Espinoza – e adesso con una formazione stabile di sette musicisti che incrociano le loro esperienze per proporre uno show diviso in due parti: un omaggio all’afro-beat, con cover di personaggi come Fela Kuti, considerato fra i più influenti artisti africani del secolo scorso; faremo anche pezzi tratti dalla nostra commistione con il popolo dei Tuareg, con i quali ci siamo già esibiti a Firenze. Nell’altra parte del nostro live, invece, favoriamo i risultati della ricerca e dell’improvvisazione su aspetti particolare della cultura afro-americana».

I Dinamitri Jazz Folklore sono un gruppo livornese che accoglie musicisti impegnati anche in altri progetti di valore, professionisti intenti a collaborare con il nostro Bobo Rondelli o il famoso trombonista jazz Gianluca Petrella. Il gruppo ha preso parte a numerosi festival, dal Dimensione Jazz di Firenze al Barga Jazz; il Premio Ciampi nel 2004, Fabbrica Europa nel 2006 e poi ancora: Bergen in Norvegia, Crossoroads a Bologna, Jazzando a Roma e tante altre partecipazioni.

L’obiettivo della band è quello di esplorare il linguaggio jazzistico dall’interno, intrecciando un’espressione moderna segnata dall’impronta di Ornette Coleman ed Eric Dolphy al modale; dalla complessità ritmico-armonica del be bop alle polifonie di New Orleans; dal retaggio del blues urbano e rurale all’Africa. «L’Africa – dicono i membri del gruppo - e in particolare la conoscenza dei principi tradizionali della cultura Kongo, ci ha permesso di avviare un processo di approfondimento della funzione di un musicista di jazz oggi».

Per vedere il concerto si paga 5 euro, mentre a seguire entrata libera per il djset de La Svolta Sound.

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