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Livorno

A Livorno è emergenza abitativa, il Comune controlla i morosi

A Livorno è emergenza abitativa, il Comune controlla i morosi

In città si contano circa 160 persone nei centri d’accoglienza, circa 150 famiglie in abitazioni fino a 35 metri quadri, 1781 domande di alloggi popolari in due anni (delle quali solo 191 evase) e detiene il record in Toscana per domande di contributi agli affitti (1487)

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Noi non abbiamo più posti, abbiamo riempito tutte le strutture: noi, la Caritas, le altre associazioni, tutta la rete, siamo in grande difficoltà». Sono parole dell’assessore al sociale Gabriele Cantù in merito all’emergenza abitativa che il Comune sta affrontando ormai da mesi, a causa dell’escalation di sfratti, una media di poco meno di 40 al mese e al 95 per cento per morosità incolpevole. Livorno conta circa 160 persone nei centri d’accoglienza, circa 150 famiglie in abitazioni fino a 35 metri quadri, 1781 domande di alloggi popolari in due anni (delle quali solo 191 evase) e detiene il record in Toscana per domande di contributi agli affitti (1487).

«Cercheremo altre soluzioni nei prossimi giorni, ma in mancanza di un piano casa a livello nazionale - aggiunge Cantù - mi sto facendo l’idea che stiamo facendo una lotta contro qualcosa di impossibile, stiamo cercando con un secchiello di levare l’acqua dal mare, una situazione che ci rende impotenti». Da qui la stretta sui controlli sulle morosità di chi è titolare di un alloggio popolare che l’amministrazione livornese porterà avanti con Casalp, la partecipata che gestisce il patrimonio Erp. L’obiettivo, spiega Cantù, è «di dare una casa popolare a chi ne ha effettivamente diritto e interesse legittimo, a maggior ragione in un momento in cui la situazione degli sfratti e l’emergenza abitativa si stanno intensificando a causa della crisi economica che il nostro Paese sta attraversando».

Attualmente i morosi nelle case popolari sono circa 1200, circa il 15-20 per cento del totale. «Tra gli strumenti che saranno utilizzati la legge regionale 96 del 1996 - spiega il presidente di Casalp, Stefano Taddia - aggiungendo ai tradizionali strumenti civilistici (sfratti e azioni di recupero, ndr) anche le procedure che prevedono come conseguenza del mancato pagamento di due mensilità di canone, la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio». Nei prossimi giorni partiranno le prime lettere (un centinaio) per i locatari con redditi più alti. Le indagini sul reddito verranno incrociate anche con i dati del reddito patrimoniale e del Pra.

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