Lutto
«Non voglio credere che sia morto»
Sconvolta la moglie del giovane pescatore disperso: non riesco a capire perché non abbia nuotato per salvarsi
di Lara Loreti
LIVORNO
«Come è potuto succedere? Non poteva nuotare e salvarsi? Lui è un delfino... E come ha fatto ad affondare il peschereccio?». Ilaria si dispera camminando nervosamente sul molo davanti alla Capitaneria di porto. Da pochi minuti ha saputo che suo marito Davide Curcio, 36 anni, è disperso in mare. Un incidente, ieri mattina davanti alle secche di Vada, in cui ha perso la vita suo suocero, Silverio. Accanto a lei, la madre, parenti e amici. «Fatela sedere, è sconvolta», dice un ragazzo. Ma lei è forte e nasconde la lacrime dietro gli occhiali, rigirando tra le mani la grossa fede d’oro giallo che cinque anni fa ha suggellato il suo amore con Davide. «Voglio andare a Rosignano, rendermi conto di cosa sta succedendo», dice la giovane.
Non s’arrende Ilaria. «Voglio credere che sia ancora vivo, che si sia salvato in qualche modo». Ieri mattina Davide è uscito in mare alle 3 per la giornata di pesca. Poi i due coniugi non si sono più sentiti. «Non mi ha telefonato - dice Ilaria - Aspettavo che tornasse stasera. E invece...».
Una lunga storia d’amore quella tra i due giovani. Si sono conosciuti e innamorati tredici anni fa. E dopo otto anni di fidanzamento, hanno deciso di sposarsi. Gennaio per loro è un mese speciale: il 21 festeggiano cinque anni di matrimonio, da festeggiare insieme al loro bimbo, che ha 4 anni e mezzo. Una coppia molto unita, lui impegnato ogni giorno nell’attività di pesca col suo babbo, e lei sempre dietro al bimbo e alla cura della casa. I due vivono in corso Mazzini, insieme ai genitori di lui. Davide ha conquistato Ilaria con la sua simpatia e la sua semplicità.«Io me li ricordo sempre insieme loro due - dice Fulvio, amico di Davide - Lui lo conosco da una vita, da quando avevo 14 anni. Si andava insieme la mare, si usciva la sera. E lui è sempre stato innamorato di Ilaria».
Chi conosce Davide, lo descrive come un ragazzo molto responsabile e preso dalla sua attività di pesca, dove portava anche i suoi due cani. «Ha sempre lavorato, sin da quando aveva dieci anni- ricorda Fulvio - E manteneva con passione la sua famiglia».
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