Gioco
Da domenica stabilimenti balneari aperti a turno
Non ci sarà alcun biglietto d’ingresso: si potrà arrivare fino al mare (il bagno sarà a rischio personale, senza bagnino), mentre tutti i servizi accessori - ombrelloni, ristorazione - saranno eventualmente decisi da ciascuna struttura
Da domenica cinque stabilimenti balneari di Livorno apriranno a rotazione fino al 30 aprile. Non ci sarà alcun biglietto d’ingresso: si potrà arrivare fino al mare (il bagno sarà a rischio personale, senza bagnino), mentre tutti i servizi accessori - ombrelloni, sdraio, ristorazione - saranno eventualmente decisi da ciascuna struttura. L’iniziativa è frutto di un accordo tra il Comune e il sindacato balneari della Confcommercio, «unico sulla costa toscana - sostiene l’assessore al demanio Valter Nebbiai - visto che nè gli stabilimenti della Versilia nè quelli del litorale pisano hanno l’autorizzazione ad aprire d’inverno».
«Tanto è vero - aggiunge Gianfranco Giachetti, presidente del Sib - che il presidente regionale Graziano Giannessi ha chiesto l’ordinanza di Livorno per discuterne con il Comune di Viareggio». Il primo stabilimento ad aprire sarà da domenica fino al 5 febbraio il ’Romà, poi toccherà al Nettuno, al ’Cala Biancà (a Quercianella), al ’Lidò e al ’Tirrenò. «In tempo di liberalizzazioni si può dire che questa è una sorta di mini-liberalizzazione - sorride Nebbiai - È un’operazione di valorizzazione della nostra costa e risponde alle richieste di cittadini.
Oggi partecipano cinque operatori, ma già altri gestori di stabilimenti sono intenzionati per il prossimo inverno ad entrare in squadra». La formula dei ’turnì è stata necessaria per non pregiudicare i lavori di manutenzione, spesso consistenti per gli stabilimenti livornesi, veri e propri complessi edificati. Non saranno attivi i servizi di assistenza bagnanti e salvamento (obbligatori d’estate), ma il gestore potrà offrire, anche a pagamento, servizi di confort o ricreativi: docce, spogliatoi, tavoli, sdraio, ristoranti o bar, il ’miticò gabbione, il tipo di calcetto tanto amato dal capitano della prima grande Inter, Armando Picchi.
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