Sicurezza
«Sparito il cannone spagnolo»
Interrogazione di Città diversa all'assessore: «Vogliamo sapere dov'è»
LIVORNO. Elezioni amministrative 2009: Marco Cannito, candidato a sindaco per la lista civica "Città diversa" sceglie il prato in viale Caprera, davanti alla chiesa di San Ferinando, per presentare la sua candidatura. È l'otto gennaio e appoggiato in un angolo, in quello stesso spazio verde, c'è il fusto di un cannone di origini spagnole che risale al 1700 e che proviene dal Forte San Pietro. Oggi quel reperto è sparito.
A distanza di tre anni e un giorno da quella data, lo stesso Marco Cannito ha presentato lunedì mattina all'assessore alla Cultura Mario Tredici un'interrogazione a risposta scritta per sapere che fine ha fatto quel fusto di cannone, dov'è conservato e se tornerà mai al suo posto. Spiega lo stesso capogruppo di "Città diversa". «In questi giorni sono stati pubblicati una serie di servizi su edifici e opere sparite nella nostra città. Alcuni edifici e opere sono purtoppo ormai definitivamente scomparsi e tuttavia si continua a prestare poca attenzione al patrimonio artistico livornese: basterebbe pensare agli interventi episodici e alle manutenzioni che hanno deturpato alcuni angoli suggestivi della città. Ad esempio alle strutture murarie de la Venezia o all'impiantito di via Bartelloni».
Tra le opere che rientrano nella categoria «da salvare» ci sono sia i delfini di Ardenza, sostuiti nel luglio del 2008 da un plexiglass che riproduce il disegno e in attesa di essere ristrutturati e la colonna del Pieroni, tolta da piazza Guerrazzi nel 2000 per permettere la costruzione del parcheggio sottorraneo e ora conservata in un mgazzino del Comune. Infine c'è stato il caso delle torri dell'ex Borma, considerate opere di architettura industriale e vendute per mille euro dall'immobiliare della Cna nonostante ne fruttino ogni anno 18mila grazie ad un ripetitore telefonico posizionato sopra una delle due strutture. Del fusto di cannone spagnolo si sono perse le tracce a metà del 2009 quando iniziarono i lavori per la costruzione del canale lungo viale Caprera.
«Della struttura -va avanti Cannino - da quel momento non si hanno più notizie. Ecco perché abbiamo interpellato l'amministrazione comunale per sapere dove sia andato a finire il fusto dell'antico cannone spagnolo, sparito, dopo l'inizio dei lavori in viale Caprera, dalla sua collocazione sul prato innanzi alla chiesa di San Ferdinando». Adesso l'assessore alla Cultura - recita il regolamento - avrà venti giorni di tempo per rispondere «in forma scritta» al capogruppo di "Città diversa". «La nostra richiesta - conclude Cannito dovrà passare dalla settima commissione, quella legata alla cultura, che dovrà poi informare l'assessore. Tutto sarebbe molto più facile se il Comune catalogasse tutte le opere di sua proprietà e riuscisse a valorizzarle».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
