Gioco
Industria metalmeccanica, a rischio 800 posti di lavoro
Il numero uno della Fiom: "Nessuna previsione allarmistica, solo la concretizzazione degli effetti dei provvedimenti del governo"
«Nei prossimi anni le industrie metalmeccaniche del territorio livornese perderanno 800 posti di lavoro». A dirlo è Enrico Pedini, numero uno della Fiom Cgil, segnalando che non si tratta di previsioni allarmistiche bensì della «pura e semplice concretizzazione degli effetti dei provvedimenti del governo sul fronte delle pensioni e del venir meno di una serie di ammortizzatori sociali».
Pedini punta il dito contro l’allungamento dell’età pensionabile che fa saltare i difficili accordi messi a punto con le fabbriche dell’indotto auto ora in gravi difficoltà. Siccome c’è una «riduzione secca del 25% dei volumi produttivi» – aggiunge – le aziende, non potendo più scaricare gli esuberi accompagnando alla pensione i lavoratori più anziani, finiranno per tagliare gli addetti più giovani. La Fiom Cgil annuncia che sta nascendo un comitato fra i lavoratori rimasti prigionieri in questo limbo senza lavoro né pensione, che spesso hanno iniziato a lavorare da giovanissimi e hanno 38-39 anni di anzianità, e adesso non hanno più lo strumento di tutela dei cosiddetti “lavori usuranti”.
«Andranno dalle forze politiche che sostengono il governo Monti, a cominciare da quelle di centrosinistra, per chiedere conto di questi provvedimenti che non affrontano le cause della crisi e fanno semplicemente pagare ai lavoratori il prezzo più salato di una crisi di cui non hanno responsabilità».
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