Gioco
Affonda la barca, un morto: disperso il figlio di 36 anni
«Le ricerche del disperso proseguiranno per tutta la notte». Lo conferma Lorenzo Cantore, comandante in seconda della Capitaneria di Livorno. Divieto di balneazione nella zona a un miglio dal luogo dell'incidente
Quando sul mare calmo di Vada, a 7 miglia dalla costa, è passato l'elicottero della Guardia Costiera, pochi minuti dopo l'allarme, il peschereccio 'Santa Lucia II' non c'era già più: era stato già inghiottito dall'acqua. Sulla superficie i piloti hanno potuto vedere solo cassette di legno per il pesce, rimaste a galla insieme al corpo senza vita di Silverio Curcio, nato a Ponza 64 anni fa e a Livorno dal 1975, e il marinaio Roberto Caddeo, 37 anni, originario di Sant'Antioco, l'unico superstite di una tragedia del mare avvenuta a 7 miglia da Rosignano e a 16 da Livorno. Resta disperso il figlio di Curcio, Davide, 36 anni, che è emerso essere il comandante del peschereccio partito dal porto mediceo di Livorno: la capitaneria di porto di Livorno proseguirà le ricerche per tutta la notte.
A salvare Caddeo e recuperare il corpo di Silverio è stato l'equipaggio dell' 'Er Piu', altro peschereccio della marineria livornese, che ha visto il 'Santa Lucia II' mentre stava pescando a circa un miglio di distanza: «Era già rovesciato - racconta Biagio Barraco, membro dell'Er Più - Sembrava una balena. In 5 minuti abbiamo recuperato le reti e siamo partiti, ma quando siamo arrivati era già affondato. Ad andare giù avrà impiegato 6-7 minuti». Gli uomini dell'Er Più hanno notato Caddeo in mare che si agitava: sotto un braccio aveva un parabordo per restare a galla, sotto l'altro teneva il corpo esanime di Curcio.
Silverio a bordo non doveva neanche esserci. Di solito andava il suo socio, Silverio Romano, che però aveva una visita medica. Mentre continuano le ricerche (e proseguiranno durante la notte) per individuare Davide Curcio, padre di un bambino di quasi 5 anni, i militari della Guardia Costiera hanno ascoltato l'equipaggio dell'Er Più e Caddeo, l'unico superstite. Il marinaio sardo che vive da qualche tempo ad Alghero, avrebbe ricostruito la dinamica: le reti si sarebbero impigliate in qualcosa sul fondo, forse uno scoglio, il peschereccio si è piegato su un lato e i tre hanno in tutti i modi cercato di liberare la presa. Ma il natante ha imbarcato acqua e così l'equipaggio avrebbe cercato di fare da contrappeso sistemandosi sul lato opposto.
Il 'Santa Lucia II' non ha retto: si è capovolto ed è affondato. «I primi a cadere in acqua - avrebbe detto Caddeo ai pescatori - siamo stati io e Davide e dopo Silverio». La famiglia Curcio, originaria di Ponza, da anni vive di mare (è nota a Livorno perchè rivende il pesce anche al mercato), ma dopo poco più di 8 anni rivive la tragedia legata all'attività di famiglia: il 13 settembre 2003 morì Pasquale Curcio, 68 anni, fratello di Silverio. Il suo peschereccio, il 'San Mauro Primo', venne travolto dal mercantile 'Jolly Blu', della compagnia Messina, a 12 miglia da Piombino. Il corpo di Pasquale fu recuperato solo 5 mesi dopo, ormai ridotto a scheletro, a 120 metri di profondità.
«Le ricerche del disperso proseguiranno per tutta la notte». Lo conferma Lorenzo Cantore, comandante in seconda della Capitaneria di Livorno. Alle ricerche dal pomeriggio partecipano anche gli esperti del Centro nautico e sommozzatori della Polizia di Stato, con sede a La Spezia. Si tratta di sommozzatori di alto livello specializzati in immersioni in profondità. Sommozzatori dei vigili del fuoco e guardia costiera hanno nel frattempo individuato con certezza il 'Santa Lucia II' che si troverebbe a circa 65 metri di profondità. La Capitaneria ha portato in zona anche una motovedetta dotata di scan sonar e Rov (Remotely operated underwater vehicle), una piccola telecamera in grado di individuare eventualmente il corpo del disperso, da utilizzare peraltro con attenzione visto che già oggi si è impigliata nelle reti dell'imbarcazione.
La Capitaneria di porto di Livorno ha inoltre diramato un'ordinanza che disciplina la navigazione nelle zone interessate dall'incidente.
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