Gioco
Precari da 7 anni chiedono un futuro Presidio al Comune
Martina Corirossi
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Sopra e in alto due momenti della protesta davanti al Comune2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Iniziative e manifestazioni a tappeto nei punti nevralgici della città. I precari del porto vogliono attenzione. Dal 2004, oltre 25 lavoratori del porto vivono in questa condizione. Convocati attraverso un sms, con poche ore di preavviso, i 25 lavoratori di Intempo (l'agenzia interinale che si occupa della manodopera portuale) sono assunti la mattina e licenziati la sera. Hanno contratti di un giorno, anzi di un solo turno. All'incirca sei ore lavorative, al massimo 60 euro. Si definisco i tappabuchi del porto, quelli che vengono chiamati quando gli altri non ci sono. E quindi il sabato, la domenica, nei giorni prefestivi e di notte. «Non puoi programmare la tua vita e il tuo futuro - spiega Giuliano, 49 anni, il più anziano del gruppo - guai ad allontanarsi dalla città. Malattia neppure a parlarne». «Se sei malato - aggiunge Barbara Celati, della Cgil, che sostiene i lavoratori - conviene presentarsi lo stesso e accusare lì il malore: se salti un turno ti sospendono per i tre successivi». Le buste paga sono da fame: Giuliano a dicembre ha guadagnato 140 euro. «All'inizio - raccontano - eravamo chiamati con più frequenza, con una cadenza di tre giorni a settimana. Adesso che anche il porto vive la crisi, lavoriamo un giorno ogni dieci». La scorsa estate le autorità avevano promesso risposte. Ma dopo sei mesi, sulla questione è di nuovo calato il silenzio. E così l'indignazione è riesplosa. I ragazzi del porto vorrebbero ricevere garanzie ed essere inseriti in progetti di formazione. Ieri hanno protestato sotto palazzo civico rallentando il traffico con passaggi ripetuti sulle strisce pedonali; questa mattina saranno di fronte al palazzo della Compagnia dei Portuali con megafoni, striscioni e fischietti. Alle istituzioni hanno consegnato una lettera che racconta un calvario lungo sette anni. Ieri mattina il sindaco, richiamato dagli slogan gridati a gran voce, è sceso in strada per rassicurare i precari, promettendo che si farà carico della questione. Ma fino a che non avranno risposte concrete i lavoratori continueranno a manifestare, senza escludere l'ipotesi di un presidio fisso. «Niente contro l'amministrazione - ci tengono a sottolineare - cerchiamo solo attenzione e aiuto da parte della città».
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