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Imu, arriva la stangata sui negoziAumenti anche del 60%
I rinacari colpiranno all'inizio della prossima estate. L'amministrazione comunale sta preparando una simulazione: si parla di un'impennata dell'imposta compresa fra il 52 e il 73%, in gran parte dovuta alla rivalutazione delle rendite catastali
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La stangata arriverà all'inizio della prossima estate, quando i proprietari - a qualsiasi titolo - di un appartamento dovranno versare l'acconto della nuova imposta comunale sugli immobili, l'ormai nota Imu che andrà a sostituire l'Ici che era stata abolita nel 2008 per le abitazioni principali ma che è stata reintrodotta dal decreto del governo Monti. Sulla così detta prima casa, l'aliquota dell'Imu è stata fissata al 4 per mille (con possibilità di detrazioni). Ma ci sarà soprattutto un rincaro dell'imposta sulle seconde case e su tutti gli altri immobili, dai negozi agli alberghi, dai ristoranti ai laboratori artigianali, dagli studi professionali ai depositi, fino ai capannoni per attività produttive. Per il momento non è possibile stabilire con precisione l'entità dei rincari, visto che l'amministrazione comunale ha dato incarico agli uffici finanziari di effettuare una serie di simulazioni (sulle aliquote Imu, ovviamente, ma anche sull'incremento dell'addizionale Irpef e sulle tariffe dei servizi) ed è ora in attesa di risposte per poi poter mettere punto la manovra di bilancio per il 2012. Di certo, però, si sa che ci saranno aumenti anche consistenti: in teoria, per gli immobili non classificati come abitazione principale, l'aumento dell'imposta nella nostra città oscilla tra il 52% e il 73%. Una batosta, o quasi, per i negozianti che sono già alle prese con mille difficoltà.
A spingere verso l'alto le cifre da pagare non è tanto l'aumento dell'aliquota: il governo l'ha fissata al 7,6 per mille (i Comuni possono aumentarla o diminuirla del 3 per mille, ma la giunta Cosimi - come detto - non ha ancora preso alcuna decisione), un dato di poco superiore al 7 finora applicato dall'amministrazione labronica. A fare la differenza sarà perciò l'aumento della base imponibile conseguente alla rivalutazione del valore catastale su cui è applicata l'aliquota. Per effetto del decreto "Salva Italia" i coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali (che danno il valore catastale) sono infatti passati da 34 a 55 per i negozi e le botteghe, da 50 a 80 per gli uffici e gli studi privati, da 50 a 80 per i capannoni industriali e gli alberghi da 100 a 140 per i laboratori artigiana.
A spingere verso l'alto le cifre da pagare non è tanto l'aumento dell'aliquota: il governo l'ha fissata al 7,6 per mille (i Comuni possono aumentarla o diminuirla del 3 per mille, ma la giunta Cosimi - come detto - non ha ancora preso alcuna decisione), un dato di poco superiore al 7 finora applicato dall'amministrazione labronica. A fare la differenza sarà perciò l'aumento della base imponibile conseguente alla rivalutazione del valore catastale su cui è applicata l'aliquota. Per effetto del decreto "Salva Italia" i coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali (che danno il valore catastale) sono infatti passati da 34 a 55 per i negozi e le botteghe, da 50 a 80 per gli uffici e gli studi privati, da 50 a 80 per i capannoni industriali e gli alberghi da 100 a 140 per i laboratori artigiana.
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