Gioco
Il caso: la rabbia di una pensionata da 800 euro
«Ma in banca sono stata tre mesi senza riscuotere»
Cla. Mar.
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Lo sportello di una banca 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Farsi accreditare la pensione in banca può nascondere delle insidie. Come quella di non riscuotere per tre mesi consecutivi oppure attendere una mensilità da oltre sette. È l'odissea capitata a M.P., livornese di 68 anni, pensionata del settore scuola, che nel mese di marzo 2011 (ben prima dell'obbligatorietà prevista dal governo Monti) ha ceduto alle lusinghe di una banca. «Le offriamo particolari agevolazioni per depositare su un conto corrente presso la nostra filiale la sua pensione (870 euro netti, ben al di sotto della fascia divenuta obbligatoria per l'accredito in conto corrente, ndr)», sono state le parole dell'impiegato di una cassa di risparmio operante in città. Una delle agevolazioni previste era il fatidico motto "pensiamo a tutto noi!", ivi compresa la comunicazione dei dati della banca all'ente pensionistico della donna, l'Inpdap. La pensionata ha accettato ma la comunicazione per "un disguido" non è mai arrivata. Passa un mese, passano 40 giorni, ne passano 45 e la signora si accorge che l'accredito non è mai stato effettuato sul conto. «All'inizio pensavo ad un problema tecnico - racconta amareggiata la signora - quando ho chiesto spiegazioni si è scoperto che la banca non aveva comunicato gli estremi all'ente, ma ormai avevo già perso tre mensilità - aprile, maggio e giugno - i cui cedolini erano già stati staccati e tornati al mittente». Si penserà: a quel punto l'Inpdap avrà effettuato l'accredito dei tre stipendi sull'iban giusto e tutto sarà tornato a posto, magari con le scuse per il disguido. Macché. Da lì è cominciato infatti un calvario infinito tra i vari uffici, una spola tra la banca e gli sportelli dell'ente che, dopo sette mesi, non si è ancora concluso. Come mai? «Perché come dice il vecchio detto livornese: agli zoppi, pedate negli stinchi! - commenta laconica la signora -. Dopo che siamo riusciti a comunicare i dati a coloro che dovevano liquidare la pensioni siamo entrati nel girone infernale dei rimborsi per questo tipo di errore: si riscuotono due mensilità accorpate. A luglio ho riscosso anche il mese di aprile, ad agosto il mese di maggio, e a settembre... solo il mese di settembre: il mese di giugno è sparito, se lo sono perso». Da settembre, infatti, la donna non è ancora riuscita a farsi riaccreditare il mese di giugno. Stavolta l'errore non è della banca ma, probabilmente, dell'ente. «Sono andata decine di volte negli uffici, sono stati anche gentilissimi e disponibili, mi hanno quasi adottata, ma la mensilità di giugno ancora non l'ho riscossa». La fortuna della signora è di avere marito e poter contare sulla sua pensione da ex autista. «Vorrei vedere, però, se questa cosa fosse successa ad una persona sola, tre mesi senza questi miseri ottocento euro, che oggi, purtroppo, sono diventati indispensabili per vivere, e a volte, non bastano per nulla».
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