Il Tirreno

Livorno

I flop del Comune con i bandi di idee

Alessandro Guarducci
A destra i banchi che furono messi in centro per raccogliere le idee di “Pensiamo in Grande”
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A destra i banchi che furono messi in centro per raccogliere le idee di “Pensiamo in Grande”

Ci riprova con la Ceschina, ma ha fallito con Cisternino 2020 e Pensiamo in Grande

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 LIVORNO. Bando di idee fa rima con partecipazione, e perciò è una cosa sicuramente buona. Sempre che alle idee presentate dai cittadini - raccolte, raggruppate e filtrate dall'amministrazione - faccia poi seguito una scelta e quindi si passi ai fatti.  Cosa che purtroppo non è successo a Livorno, almeno di recente, in occasione dei concorsi di idee lanciati dalla giunta comunale. E ciò spinge a guardare con un po' di diffidenza il nuovo tentativo messo in campo dall'assessore all'urbanistica Mauro Grassi: un bando di idee, rivolto a tutti i livornesi, per decidere cosa fare del parco della Ceschina, la grande aerea verde che confina con l'ippodromo Caprilli e su cui si punta molto per rilanciare proprio l'impianto sportivo. Grassi ha dichiarato in commissione che il bando dovrebbe chiudersi a luglio prossimo, dopo la selezione di cinque proposte e la proclamazione del vincitore, con la presentazione di un progetto preliminare e di uno studio di fattibilità. Dopodichè servirà una variante urbanistica per riportare a nuova vita la Ceschina.  Ma lo stesso entusiasmo nel perseguire l'obiettivo il più possibile condiviso dalla città aveva caratterizzato anche i percorsi partecipativi del Cisternino 2020 e di Pensiamo in Grande (le grandi operazioni che già oggi avrebbero dovuto restituire una nuova funzione allo storico edificio del Cisternino e un'immagine diversa a via Grande e dintorni). Stesso discorso, per quanto riguarda la messa a punto dei cronoprogrammi (che poi, approdati alla fase realizzativa, non sono stati rispettati). E i livornesi avevano risposto in maniera altrettanto entusiastica presentando, in entrambe le occasioni, proposte scritte, elaborati progettuali o semplici suggerimenti e critiche. Stiamo parlando di centinaia di partecipanti, che oggi si sentono disillusi e che si interrogano sul valore della partecipazione: a quel fervore di idee, magari anche contrapposte, non ha fatto seguito la concretezza delle opere. Ovvio parlare di difetto di partecipazione.  Prendiamo il Cisternino 2020, che con tutta probabilità rappresenta il caso più clamoroso. Il bando di idee è stato lanciato circa quattro anni fa, con una grande campagna pubblicitaria e una spesa di 50mila euro. Addirittura 300 livornesi si sono fatti avanti per dire la loro su come far rivivere il Cisternino chiuso da anni, e si è costituito anche un comitato per promuovere il coinvolgimento e monitorare gli esiti del processo. Il progetto prevedeva lavori per un milione di euro (400mila euro a carico del Comune, il resto finanziato dalla Regione), con lo scopo ultimo di crerare un nuovo spazio per i giovani, dove poter svolgere attività culturali, artistiche ed esperienze sociali. Tutto molto bello, peccato solo che questo centro ancora non ci sia: ad oggi, il Cisternino resta desolatamente chiuso. Qualche mese fa il Comune ha ammesso le difficoltà, attribuendole «a problemi tecnici legati al recupero della struttura» e alla crisi economica «che hanno ritardato il bando di gara per la gestione». Troppo poco per giustificare un flop clamoroso. Anche per Pensiamo in Grande, il processo lanciato nel 2009, sembra essere passato troppo tempo dalla chiusura del percorso partecipativo: sono stati coinvolti ben 142 soggetti (privati, studi professionali e associazioni di categoria) a cui sono da aggiungere i 123 cittadini che hanno chiesto di prendere parte al procedimento. Sono stati presentati progetti e idee. Ci sono state anche discussioni accese, sia tra forze politiche sia tra cittadini, associazioni e amministrazione comunale. È spuntato anche un progetto di massima della giunta sulla nuova viabilità, e via con altre discussioni. Ma del restyling annunciato per via Grande e dintorni non c'è ancora traccia.

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