Il Tirreno

Livorno

Bacci "dimentica" i contributi al Pd

Anna Cecchini
Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti
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Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti

Il tesoriere: gli eletti devono versare una quota dello stipendio per sostenere il partito

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 LIVORNO. Nessuno fa il suo nome, perché i versamenti devono essere ancora verificati. Ma sembra proprio che il sindaco di Collesalvetti Bacci, esternatore-rottamatore che sul suo profilo facebook tuona contro gli onorevoli, insultandoli, sia uno di quegli amministratori iscritti ed eletti nelle file del Pd che però al partito non hanno regolarmente versato la contribuzione volontaria. Tra l'altro non sarebbe l'unico, visto che ci sono altri iscritti del Pd che ricoprono cariche istituzionali che non hanno ancora regolarizzato la loro posizione economica verso il partito. «Nomi non ne faccio - mette in chiaro Roberto Posarelli, tesoriere del Pd -, ma da una verifica fatta prima delle feste risulta un rallentamento dei pagamenti da parte di alcuni amministratori». Chi siano i ritardatoari e se in questa rosa di nomi ci sia anche quello di Bacci non è dato sapere, Posarelli si limita a dire «saranno sette o otto, tra eletti (i sindaci) e nominati (figure all'interno di aziende e partecipate), la stragrande maggioranza dei nostri amministratori è a posto con i pagamenti». Pagamenti che fino all'anno scorso avvenivano regolarmente. «Visto il rallentamento dei versamenti per la contribuzione volontaria - prosegue Posarelli - prima di Natale abbiamo fatto il punto, abbiamo inviato un messaggio agli iscritti ricordando loro con traquillità, in modo soft, che il 31 erano in scadenza i versamenti. E ci siamo dati appuntamento, per tirare le fila dei conti, per il dieci gennaio». Data dopo la quale, se i ritardatori non si saranno rgolarizzati, partiranno altre lettere. Dai toni decisamente meno soft. «Se questo sollecito - termina Posarelli - non avesse un epilogo positivo significherebbe che queste persone disattendono gli impegni presi. È vero che la contribuzione è volontaria, non dovuta, ma tutti insieme - partito e iscritti - abbiamo deciso e accettato certe regole democratiche. Quindi, se qualcuno non regolarizzerà interverrà la commisisone dei garanti».

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