Italia
Sorpresa: la crisi c'è ma i livornesi comprano di più
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Una cliente a una delle casse dellIpercoop alla Porta a Terra 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il calo dei consumi contrassegna anche lo shopping natalizio: solo i negozi del settore elettronica (fra computer, telefonini e tv digitali) risultavano affollati non solo fra gli scaffali ma anche alle casse. Per il resto le segnalazioni in arrivo dai commercianti parlano di un netto giro di vite alle spese per regali e regalini. Così come per i cibi da portare in tavola nei cenoni: con preferenza per gli alimenti made in Italy, out invece i prodotti esotici. Ma in quest'onda lunga di risparmi va in controtendenza Unicoop Tirreno, che qui da noi ha 5 punti vendita, Ipercoop incluso. Nello scorso mese di dicembre, secondo i dati resi noti dal quartier generale di Riotorto, in questi cinque punti vendita il fatturato è cresciuto del 2,7% rispetto a quant'era accaduto dodici mesi prima. Nella geografia dei singoli punti vendita, è da segnalare che all'Ipercoop la crescita è stata del 4%. Quanto ai settori, le fonti dell'Unicoop segnalano che «sono andati particolarmente bene gli alimentari confezionati, che rispetto allo scorso anno segnano un incremento del 5%». Sarebbe un segnale di ripresa, dopo che nei mesi scorsi il Centro studi e ricerche della Camera di commercio aveva messo in evidenza dati ben al di sotto della crescita zero: nel semestre estivo la grande distribuzione se l'era cavata meglio delle botteghe di quartiere ma mostrando comunque un andamento tendenziale in calo. Nei tre mesi precedenti, cioè da marzo a giugno, erano stati per la prima volta i spermercati a soffrire di più la congiuntura sfavorevole. E' una mezza sorpresa anche l'exploit del settore alimentare riferito dai dati Coop: sul proprio bollettino quindicinale che dà la "temperatura" dell'economia locale, l'analisi dei riceratori dell'ente camerale aveva messo in luce che - a parte prodotti per la casa e elettrodomestici (giù a Livorno quasi dell'8%) ma anche dell'abbigliamento - «gli altri prodotti non alimentari sembrano aver retto molto meglio alla caduta dei consumi». Bisognerebbe aggiungere poi che la media distribuzione ha collezionato, di trimestre in trimestre, un lunga sequenza di segni "meno": il giro d'affari in questa classe dimensionale delle imprese commerciali risulta in calo dalla primavera di tre anni fa.
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