Il Tirreno

Livorno

Proiettile e minacce alla sede di Equitalia

Lara Loreti
<b>INSULTI. </b>Sui muri della sede di via Indipendenza e sul retro in via Adua sono apparse anche dieci scritte con spray nero, rosso e verde su fondo bianco, colori che ricordano quelli della bandiera: &#147;Ladri&#148; A sinistra, il vicario Paolo Rossi e il dirigente Digos Alessandro Castiglione (a destra)
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INSULTI. Sui muri della sede di via Indipendenza e sul retro in via Adua sono apparse anche dieci scritte con spray nero, rosso e verde su fondo bianco, colori che ricordano quelli della bandiera: “Ladri” A sinistra, il vicario Paolo Rossi e il dirigente Digos Alessandro Castiglione (a destra)

La lettera indirizzata al direttore: «Non sono un anarchico». Indaga la Digos

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 LIVORNO. C'è un clima di allarme nell'agenzia Equitalia. Dopo la serie di attentati che ha colpito diverse sedi in Italia tra cui quella di Roma, ieri bersaglio di una lettera anonima minatoria è stata l'agenzia di via Indipendenza. Il plico, intestato al direttore, contiene un proiettile calibro 7,65 e un foglio con esplicite minacce di violenza. «Non potete trattare tutti alla stessa maniera», si legge nella lettera.  Sono le 10 di ieri mattina quando scatta l'allarme. Come avviene per prassi, le lettere e i pacchi indirizzati a Equitalia vengono recapitati alle poste centrali e poi ritirati. È il personale di Equitalia a portare la corrispondenza nella sede di via Indipendenza. Tra le varie buste, c'è un plico particolare che attira l'attenzione dei dipendenti della struttura. Quella lettera appare subito come sospetta e contiene qualcosa di strano. Scatta l'allarme alla polizia, che in breve tempo arriva in sede con il personale della Digos e della scientifica.  Fuori dalla busta, c'è il destinatario - "Al direttore di Equitalia" - e l'indirizzo dell'agenzia: tutti dati dattiloscritti.Attualmente l'agenzia livornese ha un direttore pro tempore, oltre al direttore di sala. All'interno del plico, invece, c'è un proiettile calibro 7.65 (usato per una normale pistola). Ma c'è dell'altro: un foglio dattiloscritto grande come una pagina. La lettera non è firmata, ma contiene minacce e critiche esplicite. L'autore prende subito le distanze dal movimento anarchico, precisando di essere estraneo rispetto a rivendicazioni di quel genere. Scrive però minacce di violenza contro il personale della struttura, che viene accusata di avere un comportamento "ingiusto" verso i cittadini. La lettera contiene accuse generiche che fanno riferimento a "modi sbagliati" nell'operato dell'agenzia e frasi di protesta del tipo: «Non si possono trattare il ricco e il povero alla stessa maniera» e anche «Meritate quello che vi sta capitando».  Il plico è stato sequestrato dalla polizia per essere analizzato. La scientifica è al lavoro per rintracciare eventuali impronte digitali, impresa che però appare molto ardua, considerando che la lettera è passata per varie mani. La Digos, guidata dal dirigente Alessandro Castiglione e dal vicario Paolo Rossi, sta cercando di risalire all'autore. Il caso è coordinato dal pm Luca Masini, ma sta indagando anche l'Antiterrorismo della Procura di Firenze. In base alle prime indiscrezioni, potrebbe trattarsi di un cittadino che abbia palesato un suo disagio personale. Ricordiamo che Equitalia è una società per azioni, a capitale pubblico (51% dell'Agenzia delle entrate e 49% dell'Inps), incaricata della riscossione nazionale dei tributi e contributi.

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