Sicurezza
È una Befana da uomini veri
Renzo Marmugi
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48 ANNI. Armando Madonna un debutto di fuoco sulla panchina amarantoAllo "Zecchini" il primo ciak di Madonna: «Voglio vedere la squadra»
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LIVORNO. Lui non è toscano, forse non ricorda un film con Francesco Nuti di inizio anni Ottanta, ma forse qualcuno dal cuore amaranto magari potrebbe dirgli che il titolo era "Madonna, che Livorno c'è stasera". E per Armando Madonna, tornato in pista durante la pausa natalizia, sarebbe il modo più bello per battezzare nel derby di Grosseto la sua prima volta sulla nostra panchina. Derby in notturna, derby aspro, un incrocio allo "Zecchini" storicamente pieno di spigoli. Il nuovo tecnico ci arriva carico e pieno di curiosità.
I giocatori. «In allenamento - dice Madonna - è andato tutto bene, ma la partita sarà diversa, e io voglio vedere personalità, coraggio, abnegazione. Quando sono arrivato ho avvertito nel gruppo una sensazione di non tranquillità, qualcuno aveva perso la carica, era un po' depresso. Da parte mia non ho avuto troppo tempo per pensare al derby: sarà la mia e la nostra prima partita insieme e allora ai ragazzi ho detto che bisogna aiutarci, starci vicini, essere più squadra. A Grosseto voglio vedere undici giocatori che si danno una mano, tutti uniti. Sono convinto che la qualità dentro il Livorno c'è, ma qualcuno tende a sprecare energie nervose ancora prima di scendere in campo, e non va bene, è una tendenza da eliminare nel modo più assoluto. Per questo non vedo l'ora che la partita cominci, per osservare i miei giocatori nel momento della tensione...».
Il modulo. Armando Madonna non vuole dare vantaggi al collega-rivale. «Vi dico solo - e qui sorride - che il nostro modulo avrà una difesa a quattro...». Poi pigia lo stop e comincia a buttare i palloni in fallo. Anche se ammette che «a centrocampo senza Luci e Barone ci mancherà un po' di qualità, ma potremo avere più muscoli». Segno che Remedi e Filkor sono i favoriti a occupare gli spot di mediani, con Piccolo (un suo allievo a Piacenza) in pole per la corsia destra e Schiattarella sull'out mancino. «Pasquale - prosegue il tecnico - è un giocatore che ha cuore. L'anno scorso ha dato tanto al Livorno e sicuramente vorrà dimostrare alla gente quello che ha fatto vedere a me in allenamento. Il mercato? Premetto che riaprire i trasferimenti per un mese a gennaio lo trovo assurdo, ma voci e difficoltà esistono per tutti, non solo per i giocatori del Livorno. Quindi nessun alibi, chi fa il professionista va in campo e dà tutto. Punto». Armando Madonna e il problema del gol: «Credo di avere degli attaccanti buoni, anche se nel gruppo magari non c'è un interno con la legnata da fuori area. Però per segnare bisogna tirare in ogni modo e per questo durante la settimana ho insistito molto sulla necessità di cercare più spesso la porta. Anche buttarla dentro in allenamento serve, è un esercizio mentale che poi torna comodo in partita».
I convocati. Sono venti, praticamente tutti quelli disponibili. Bardi e Mazzoni (ha un menisco sofferente, ma per i medici può andare avanti) portieri; Salviato, Pieri, Lambrughi, Meola, Miglionico, Knezevic e Bernardini difensori; Siligardi, Schiattarella, Belingheri, Filkor, Russotto, Prutsch e Remedi centrocampisti; Piccolo, Dionisi, Paulinho e Volpato punte. «Ho chiamato anche Paulinho - dice Madonna - anche se è tornato dalle vacanze in ritardo. All'inizio pensavo di no, poi si è impegnato tantissimo e lo porto a Grosseto. Poi vedrò».
Il Grosseto. «Una squadra tosta. Si difendono in sette e quando devono ripartire hanno tre attaccanti micidiali: Sforzini spizza le palle lunghe, Caridi è molto bravo con la sfera al piede nel saltare l'uomo creando la superiorità numerica, Lupoli o Alfageme attaccano bene la profondità. Dovremo stare molto attenti, non perdere mai gli equilibri. Ho chiesto ai miei giocatori di essere uomini: solo in questo modo si può uscire dalle difficoltà». E dopo cinque sconfitte consecutive, in piena zona playout, c'è solo da correre.
I giocatori. «In allenamento - dice Madonna - è andato tutto bene, ma la partita sarà diversa, e io voglio vedere personalità, coraggio, abnegazione. Quando sono arrivato ho avvertito nel gruppo una sensazione di non tranquillità, qualcuno aveva perso la carica, era un po' depresso. Da parte mia non ho avuto troppo tempo per pensare al derby: sarà la mia e la nostra prima partita insieme e allora ai ragazzi ho detto che bisogna aiutarci, starci vicini, essere più squadra. A Grosseto voglio vedere undici giocatori che si danno una mano, tutti uniti. Sono convinto che la qualità dentro il Livorno c'è, ma qualcuno tende a sprecare energie nervose ancora prima di scendere in campo, e non va bene, è una tendenza da eliminare nel modo più assoluto. Per questo non vedo l'ora che la partita cominci, per osservare i miei giocatori nel momento della tensione...».
Il modulo. Armando Madonna non vuole dare vantaggi al collega-rivale. «Vi dico solo - e qui sorride - che il nostro modulo avrà una difesa a quattro...». Poi pigia lo stop e comincia a buttare i palloni in fallo. Anche se ammette che «a centrocampo senza Luci e Barone ci mancherà un po' di qualità, ma potremo avere più muscoli». Segno che Remedi e Filkor sono i favoriti a occupare gli spot di mediani, con Piccolo (un suo allievo a Piacenza) in pole per la corsia destra e Schiattarella sull'out mancino. «Pasquale - prosegue il tecnico - è un giocatore che ha cuore. L'anno scorso ha dato tanto al Livorno e sicuramente vorrà dimostrare alla gente quello che ha fatto vedere a me in allenamento. Il mercato? Premetto che riaprire i trasferimenti per un mese a gennaio lo trovo assurdo, ma voci e difficoltà esistono per tutti, non solo per i giocatori del Livorno. Quindi nessun alibi, chi fa il professionista va in campo e dà tutto. Punto». Armando Madonna e il problema del gol: «Credo di avere degli attaccanti buoni, anche se nel gruppo magari non c'è un interno con la legnata da fuori area. Però per segnare bisogna tirare in ogni modo e per questo durante la settimana ho insistito molto sulla necessità di cercare più spesso la porta. Anche buttarla dentro in allenamento serve, è un esercizio mentale che poi torna comodo in partita».
I convocati. Sono venti, praticamente tutti quelli disponibili. Bardi e Mazzoni (ha un menisco sofferente, ma per i medici può andare avanti) portieri; Salviato, Pieri, Lambrughi, Meola, Miglionico, Knezevic e Bernardini difensori; Siligardi, Schiattarella, Belingheri, Filkor, Russotto, Prutsch e Remedi centrocampisti; Piccolo, Dionisi, Paulinho e Volpato punte. «Ho chiamato anche Paulinho - dice Madonna - anche se è tornato dalle vacanze in ritardo. All'inizio pensavo di no, poi si è impegnato tantissimo e lo porto a Grosseto. Poi vedrò».
Il Grosseto. «Una squadra tosta. Si difendono in sette e quando devono ripartire hanno tre attaccanti micidiali: Sforzini spizza le palle lunghe, Caridi è molto bravo con la sfera al piede nel saltare l'uomo creando la superiorità numerica, Lupoli o Alfageme attaccano bene la profondità. Dovremo stare molto attenti, non perdere mai gli equilibri. Ho chiesto ai miei giocatori di essere uomini: solo in questo modo si può uscire dalle difficoltà». E dopo cinque sconfitte consecutive, in piena zona playout, c'è solo da correre.
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