Idea: un Cavallino Matto alla Ceschina
La proposta avanzata da Fiordi (Pd) per il parco accanto all'ippodromo
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LIVORNO. La maggior parte dei livornesi ci passa davanti un giorno sì e l'altro pure senza sapere cosa ci sia davvero dietro al cancello. E questo perché il parco della Ceschina - stretto tra via dei Pensieri e il viale Italia - è stato acquistato dal Comune quattordici anni fa, ma è chiuso alla città da un secolo. Che fare di questa zona pregiata e vergine a pochi passi non solo dal mare, ma dall'ippodromo? Ieri mattina in commissione se ne sono sentite di tutti i colori fino alla proposta inaspettata del consigliere del Pd, Luca Fiordi: «Facciamoci un Cavallino Matto alla livornese». L'idea è stata lanciata dopo che l'assessore all'urbanistica, Mauro Grassi, ha fatto sapere che il 30 gennaio partirà l'annunciato bando di idee aperto alla città per decidere cosa fare dell'area. Una sorta di "Ceschina 2020" - come ironizzano i consiglieri ricordano l'esperienza di Cisternino 2020, ancora chiuso - che stando al cronoprogramma dovrebbe chiudersi a luglio, dopo la selezione di 5 proposte e il vincitore, con la presentazione di un progetto preliminare e di uno studio di fattibilità. Poi, ripete l'assessore, servirà una variante urbanistica. Perché come descriviamo nell'articolo a fianco e come si legge nelle linee guida del bando, il Comune è pronto ad autorizzare la costruzione di edifici fino a 5mila metri quadri e di un parcheggio sotterraneo. «Il bando - ripete Grassi - nasce per difendere e finalmente aprire il parco alla città, creando attività capaci di produrre reddito e garantire l'occupazione». Ma tra bando di idee e variante quanto ci vorrà per aprire i cancelli. «L'obiettivo - chiarisce Grassi a margine della seduta - è di predisporre tutti gli atti entro la fine del mandato, poi ci sarà da partire con i lavori». Intanto bastano le linee guida del bando - con quei 5mila metri di possibili costruzioni - a scatenare la discussione fuori e dentro la maggioranza. Fiordi (Pd) prende la parola e tira fuori l'idea che dopo beauty farm, ristoranti e alberghi (già messi in campo dall'ex assessore Ritorni) ancora non si era sentita. «Dopo una ricerca accurata su Internet - dice - ho visto che il Cavallino Matto di Donoratico ha un'area di 70mila metri quadri e dà lavoro a 100 persone: qui abbiamo a disposizione 180mila metri e potremmo mantenere sia l'ippodromo che il parco garantendo, anzi incrementando, l'occupazione». Sono scivoli e parchi acquatici, quindi, il futuro della Ceschina? In sala ci sono ancora una volta i 20 lavoratori della Labronica Corse Cavalli, in cassa integrazione. Il capogruppo del Pdl, Bruno Tamburini, non trattiene la battuta: «A questo punto non ci resta che chiamare il circo Orfei per risolvere il problema. Io mi aspetto da quell'area qualcosa di più significativo». A sorpresa a difendere l'idea di Fiordi ci pensa il capogruppo di Idv, Andrea Romano, che in una nota condivisa da Lamberto Giannini (Sel), ribadisce che «la proposta del consigliere Fiordi per un grande parco divertimenti se realizzata rilancerebbe l'area creando nuovi posti di lavoro, senza per forza cementificare la zona». E chiede di «ritirare il bando di idee, abbiamo già trovato quella giusta». Grassi non ci pensa nemmeno e fa sapere che «in Regione ho ricevuto 850 richieste di intervento da parte di cittadini contro il Cavallino Matto, ritenuto troppo impattante». «Comunque - chiude - sono aperto a qualsiasi ipotesi, basta che stia dentro il percorso che abbiamo tracciato». (j.g.)
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