Toscana
REBEL ART
Se la lotta corre sui muri
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Carlo vive sui pioli di via della Madonna 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La stampa impressa con lo spray nero sotto i portici di una delle traverse di via Grande (via Cogorano) è piuttosto esplicita: «Lancia la tua lotta». Una lotta che almeno in questo caso, nonostante il richiamo al lancio di chissà cosa, è fatta soprattutto di campagne politiche e mediatiche: contro il sistema, contro il nucleare, contro il rigassificatore, contro le morti sul lavoro o ai vari G8. Col passare dei mesi il centro di Livorno si è riempito di scritte simili a questa: da piazza Attias a via della Madonna, da piazza Grande a via della Posta. L'origine è di area antagonista: in qualche caso le scritte (ottenute spruzzando lo spray scuro sulla stampa già pronta) sembrano di estro tutto livornese, in altri fanno parte di una rete di campagne mediatiche che unisce i gruppi di lotta dello Stivale. All'angolo tra piazza Attias e Corso Amedeo l'occhio cade sul muro prima di scivolare sulle vetrine: c'è la faccia di Osama e di Mubarak (il presidente americano e l'ex presidente egiziano) con la scritta "processo". In via della Madonna le facciate dei palazzi e i pioli che delimitano l'area pedonale portano il volto di Carlo Giuliani, ucciso al G8 di Genova. C'è la riproduzione di una su foto con la solita scritta in stampatello: "Carlo Vive". Pochi metri più avanti, in una dele traverse di via della Posta, ecco i tre triangoli affiancati a formare il simbolo dei rifiuti tossici. Accanto il fumetto: "Fermiamo il nucleare", con la sagoma di un Casper tra lo sbigottito e lo spaventato. Muri imbrattati o rebel art? J.G.
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