Il Tirreno

Livorno

Disoccupato tenta il suicidio, salvo

Lara Loreti
<b>TERRORE.</b> I volontari della Svs trasportano il ferito sulla barella dai binari fino all&#146;ambulanza
◗
TERRORE. I volontari della Svs trasportano il ferito sulla barella dai binari fino all’ambulanza

Si sdraia sui binari e gli passa sopra un treno di 150 metri: miracolato

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. La scena è da film d'azione, alla Mission Impossible: un uomo si sdraia sui binari, un treno da 150 metri gli passa sopra e lui resta illeso. Istanti di panico, e di adrenalina. Ma il contesto ha poco della fiction e molto del dramma dei nostri giorni. Il protagonista ha un nome, un volto, un disagio. Tutto troppo vero. È un immigrato tunisino di 47 anni, da venti in Italia, senza lavoro da due. La compagna, commessa livornese in un negozio in centro, ha perso il lavoro a dicembre. Il figlio, 19 anni, non riesce a trovare un'occupazione.  Lui, muratore tunisino residente in zona Garibaldi, si dà da fare. Cerca, gira, ogni tanto fa qualche lavoretto salturario, chiede a tutti, ma non ottiene niente che dia delle garanzie a sé e alla sua famiglia. Bussa anche alla porta del Comune. Poi un giorno smette di crederci. E di sperare. Ieri a ora di pranzo esce di casa, raggiunge il passaggio al livello di via Provinciale Pisana, cammina per circa cinquecento metri verso nord, lungo le rotaie. Sono le 13. Si mette al centro dei binari e allarga le braccia: il treno, il regionale Firenze-Grosseto, sta per arrivare. È in quel momento che il tunisino si lascia cadere all'indietro, forse aiutato dallo spostamento d'aria. «Non so cosa sia successo, mi sono buttato e sono caduto di schiena», ha detto poi in ospedale.  Il treno, una decina di vagoni, passa inesorabile, nonostante la frenata del macchinista. Trascorrono secondi che sembrano infiniti. Ma quando, qualche istante dopo, l'incubo è finito, torna il silenzio. Ed è difficile capire, ricostruire cosa sia successo esattamente. Il treno si ferma, il macchinista teme il peggio e dà l'allarme (il traffico ferroviario subisce rallentamenti). In breve tempo, arrivano gli agenti della Polfer, guidati dal comandante Simone De Carlonis, il personale delle Ferrovie dello Stato e i soccorritori della Svs, inviati dal 118. Cosa è successo? Le voci si rincorrono mentre i residenti della zona, purtroppo abituati a episodi di suicidi in quel punto, si affacciano alla finestra e scendono in strada per rendersi conto della situazione. E intanto il tam tam si diffonde lungo i sassi e le barriere di ferro che segnano i binari. «È vivo, sì, pare che abbia solo qualche graffio». Incredibile, ma vero. Il muratore di 47 anni è stato miracolato. La vita gli ha donato una seconda possibilità. Uno spazio vitale s'è creato tra il suo corpo e la parte sottostante del treno. I volontari della Svs lo trasportano su una barella fino al passaggio al livello di via Provinciale Pisana, dove l'ambulanza lo aspetta per portarlo in ospedale.  Il tunisino trascorre il pomeriggio in Psichiatria: ha un lieve trauma cranico guaribile in 3 giorni. Alle 19 viene dimesso: la compagna va a prenderlo in ospedale e lo porta a casa. Dove la vita li attende con i soliti problemi, ma forse con una speranza in più.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web