Il dolore
Una casa per i padri separati in difficoltà
Ludovica Monarca Federico Peduzzi
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Giulio Giraldi lancia lidea di una casa per papà separati L'idea di un babbo: il Comune potrebbe utilizzare villa Morazzana
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LIVORNO. Può un uomo con un reddito mensile nella media trasformarsi nel giro di qualche mese in un indigente? La risposta per Giulio Giraldi, livornese, 44 anni, separato, è sì. «Si tratta di tutti quei papà che, una volta separati - spiega- devono pagare gli alimenti alla ex moglie, mantenere i figli, pagare il mutuo della casa coniugale e pensare alla propria indipendenza. E sono tanti, sempre di più, anche a Livorno». Giraldi, che vive sulla propria pelle questa situazione quotidianamente, ha in mente una soluzione per chi, come lui, si trova in difficoltà: una casa per i padri separati. «Livorno potrebbe dotarsi di strutture in grado di ospitare questa categoria di persone. Ci sono infatti luoghi in attesa di destinazione d'uso o in fase di rinnovo per le concessioni. Ad esempio Villa Morazzana, con i suoi 60 posti letto, potrebbe rappresentare un aiuto prezioso per molti padri separati. Il sindaco ha dichiarato che ogni anno vengono destinati 26 milioni di euro per il sociale. Sarebbe un segnale importante se una parte di questi fondi fosse destinata a chi, come me, si trova in difficoltà». Il fenomeno dei padri separati che sprofondano nella categoria dei nuovi poveri è in costante aumento. Ci sono circa quattro milioni di papà separati in Italia, di questi si calcola che 800mila vivono sotto la soglia della povertà. «Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati. Molti di questi dormono in auto, i più fortunati sono tornati ad abitare dalle loro famiglie d'origine. È un fenomeno che riguarda per lo più operai, impiegati ed insegnanti. Le separazioni ed i divorzi, dati gli obblighi economici e le spese che determinano, trasformano questi lavoratori in clochard». Le maggiori città italiane hanno avviato programmi volti ad arginare un fenomeno che non colpisce solo i padri separati ma anche i figli e la propria famiglia di origine. La Provincia di Milano ha messo a disposizione 15 camere, ad affitti calmierati, per genitori separati, a Roma si sono stanziati 346 mila euro per venti abitazioni transitorie destinate ad ospitare i padri non affidatari che si ritrovano improvvisamente senza casa ed eventualmente i figli ospiti. «Sarebbe veramente un sogno poter disporre di una struttura dove i padri possano trascorrere i pochi momenti concessi con i propri figli e al tempo stesso disporre di una sistemazione decorosa per la "nuova" vita venutasi a creare. Non bisogna dimenticare che situazioni di emergenza provocano un danno psicologico anche ai figli minori, di età statisticamente sempre inferiori. Quest'ultimi si trovano costretti a passare i momenti con il genitore in posti improvvisati (parco giochi, cinema, ludoteche ecc.) o in posti indecorosi». Una casa per i papà in difficoltà, allora. Un posto dove poter recuperare un'identità, da dove ricominciare ed offrire un futuro migliore a se stessi ed ai propri figli.
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