Sicurezza
Il caso dei bidoni di sostanze tossiche dispersi in mare. Il capogruppo di Sel: la città va informata
Un consiglio comunale sull'Eurocargo
Lara Loreti
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La sala operativa della Capitaneria di porto La proposta di Giannini: un sopralluogo a bordo per vedere che succede
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LIVORNO. Un consiglio comunale-sopralluogo a bordo dell'Eurocargo Venezia, dalla quale si sono dispersi 198 bidoni di sostanze tossiche. È la proposta di Lamberto Giannini, consigliere comunale capogruppo di Sel. I semirimorchi erano finiti in mare al largo dell'isola di Gorgona nella notte del 17 dicembre durante una forte libecciata. «Se non ci sono rischi per l'incolumità delle persone - aggiunge Giannini - credo che un consiglio comunale a bordo della nave sia la soluzione migliore per renderci conto di cosa sia successo e per riferire lo stato delle cose ai cittadini che ci rappresentano. Lo proporrò ufficialmente il 9 gennaio, nel corso della conferenza dei capigruppo». Capitaneria e vigili del fuoco intanto monitorano costantemente le acque. Si teme che i fusti si spiaggino (non si esclude che le correnti li abbiano portati verso la Corsica): il rischio è che qualcuno li prenda o li manipoli, il che fa aumentare il percolo che prendano fuoco. I bidoni infatti contengono sostanze solide inorganiche autoriscaldanti: catalizzatori CoMo (monossido di cobalto e molibdeno), materiale che, al contatto con l'aria, può infiammarsi sprigionando polveri e gas nocivi. Quella notte, a quanto pare, nessuno dell'equipaggio si era accorto della caduta prima delle 7,30, all'arrivo nel porto di Genova. Il ro-ro era salpato da Catania. Il punto esatto dell'inabissamento è a circa 20 miglia dalla costa, a sud di Gorgona. E ora il comandante della nave è stato iscritto sl registro degli indagati. Il dubbio più grande che affligge il capogruppo di Sel riguarda come quei 224 fusti siano caduti in acqua. «Come fa una nave a perdere tutti quei bidoni? Siamo sicuri che non siano stati gettati? E se così fosse, sarebbe un episodio isolato? Ovviamente le mie sono solo domande, ma mi piacerebbe anche avere delle risposte chiare e puntuali. Altrimenti si rischia di fare i "carbonari"», dice Giannini, alludendo alla carenza di comunicazione. «È vero che questi sono giorni di festa, ma la città ha il diritto di essere informata - conclude il leader di Sel - E se non sappiamo gestire una emergenza di questo tipo, come faremo con l'off shore?». All'intervento di Giannini, risponde l'assessore alla Protezione civile, Bruno Picchi: «Il Comune ha seguito da subito la vicenda della caduta in mare del carico dell'Eurocargo Venezia, e la sta monitorando costantemente, in stretto contatto con la Capitaneria di Porto». La Guardia costiera - aggiunge l'assessore - subito dopo l'incidente, ha coinvolto gli organi tecnici di riferimento, in particolare l'Arpat e l'Ispra (Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale, emanazione del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del mare). Picchi continua la sua ricostruzione della vicenda, dicendo che poi, su richiesta dell'Asl, il 30 dicembre c'è stata una riunione in Prefettura dove vari enti (Regione Toscana, Provincia, Capitaneria di Porto, Arpat, Ispra, Vigili del fuoco e Asl) hanno concluso «che la situazione non desta particolari allarme per la salute e l'ambiente, ma che sia necessario proseguire in maniera ancora più coordinata un attento monitoraggio delle aree e delle coste». Picchi precisa anche che, a scopo precauzionale, la Capitaneria di porto ha dato indicazioni su comportarsi in caso di affioramento dei fusti, sia alle associazioni di categoria della pesca, alle cooperative di pescatori, sia, per gli aspetti di loro competenza, agli enti (Regione, Provincia, Comuni). «La Protezione civile del Comune per legge può intervenire solo nel caso in cui i bidoni si spiaggino sulla nostra costa - dice Picchi - A questo scopo, per l'eventuale recupero dei fusti è già stata contattata una ditta specializzata, in grado di intervenire immediatamente».
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