Il Tirreno

Livorno

Da oggi negozi sempre aperti

Juna Goti

Il Comune applica il decreto Monti: niente più limiti di orario

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 LIVORNO. Negozi aperti tutto il giorno, tutti i giorni. Sarà un punto interrogativo nella pratica, ma almeno sulla carta, anche a Livorno, da oggi è una certezza: con il nuovo anno entrano in vigore le norme del decreto Monti che introducono la liberalizzazione a tutto campo per le attività commerciali. In altre parole bar, ristoranti e saracinesche della piccola e grande distribuzione possono restare aperti 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno (da capire cosa accadrà nei giorni di festa nazionale).  La Regione aveva detto no. La Regione Toscana si era già messa di traverso alla strada delle liberalizzazioni tracciata dal ministro Tremonti prima della caduta del governo Berlusconi, presentando un ricorso alla Corte costituzionale per rivendicare la competenza in materia di commercio. Nell'ultima legge finanziaria (varata il 28 dicembre, dopo l'inizio della manovra Monti) ha ribadito la necessità di piantare dei paletti al mondo del commercio, regolamentando gli orari di apertura e il lavoro domenicale. L'intenzione era di proseguire sulla strada degli ultimi due anni: massimo 13 ore di apertura al giorno e calendario delle attività da concertare con i comuni.  «Ma non possiamo rischiare ricorsi». Alle porte del nuovo anno, però, il Comune di Livorno ha deciso di applicare la nuova normativa nazionale, «per evitare azioni risarcitorie in assenza di un pronunciamento della Corte costituzionale». A comunicarlo è stato l'assessore al commercio, Paola Bernardo, che il 30 dicembre ha convocato d'urgenza il tavolo di concertazione a cui si siedono associazioni di categoria e dei consumatori, sindacati dei lavoratori, rappresentanti della Lega delle cooperative. «Condivido in pieno lo spirito della Regione - interviene - il punto è che il Comune, di fronte all'entrata in vigore del decreto, si trova nella stretta di decidere. Non possiamo rischiare ricorsi risarcitori e in assenza di un chiarimento della Corte applichiamo la legge nazionale». «Il confronto con la Regione - tiene a precisare - resta comunque aperto: l'auspicio è trovare una soluzione che uniformi la disciplina su tutto il territorio».  Come cambia il calendario. Fra deroghe e protocolli di intesa, fino allo scorso anno a Livorno erano permesse 13 ore di apertura giornaliere, la prima domenica di ogni mese, tutte le domeniche di dicembre e quelle comprese tra il 15 maggio e il 15 ottobre. La grande distribuzione si autolimitava garantendo due domeniche al mese. Da oggi, in sostanza, non ci sono più paletti: tutti possono restare aperti quanto e quando vogliono. Che strategia adotteranno iper e supermercati? A Grosseto Conad sembra già indirizzata all'aprtura non stop.   Dubbi a 360 gradi. Lo scenario allarma tutti e intorno al tavolo convocato d'urgenza non sono mancate le polemiche (vedi l'articolo a fianco). Anche dall'amministrazione che darà gambe al decreto. «Non condivido il provvedimento di liberalizzazione totale - ripete l'assessore Bernardo - non è lo strumento giusto per ridare impulso al commercio. Anzi, è un rimedio pericoloso in termini di tutela dei lavoratori». «Condivido le preoccupazioni di sindacati e associazioni di categoria - chiude - per i rischi che potrebbe portare con sé un'apertura indiscriminata dei negozi, soprattutto delle attività di somministrazione. Mi auguro che la Corte costituzionale si pronunci chiaramente e che in futuro a decidere in materia di commercio siano direttamente i territori interessati». Il tavolo si riunirà di nuovo tra una decina di giorni «per verificare - spiega Bernardo - cosa hanno deciso di fare gli altri Comuni».

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di Redazione web