Il Tirreno

Livorno

Moschea al Picchianti

Giulio Corsi
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Partiti i lavori, l'inaugurazione a marzo

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LIVORNO. Stranezze del destino: a inizio 2000 il titolare della Tirrenia Srl, società livornese specializzata nella costruzione di macchine puliscisabbia con quartier generale in Guarini 14 barra A, al Picchianti, aveva dato un'aria arabeggiante all'entrata della sua ditta piantando nell'aiuola un cactus e una palma, che sono ancora lì, cresciute e ben curate. Dieci anni dopo, quell'aria arabeggiante si è diffusa dall'aiuola al piazzale di quell'azienda e al suo interno, un capannone di 300, forse 400 metri quadrati in cui nascerà un luogo di culto destinato ai musulmani residenti in città. In una parola, una moschea.  Il 21 dicembre la comunità islamica ha sottoscritto il contratto di acquisto della struttura dopo che a novembre la Tirrenia Srl aveva traslocato. E da quel giorno piccole frotte di musulmani, famiglie con figli o gruppi di amici, si recano quotidianamente in curioso pellegrinaggio a scoprire la nuova mezquita livornese, mentre due, tre, quattro operai volontari della comunità, a turno, lavorano per dare una sistemazione all'edificio che possa renderlo agibile entro marzo. Non vi costruiranno minareti o cupole né erigeranno pareti di mosaici coloratissimi, ma bagni, impianti elettrici a norma, uscite di sicurezza.  L'ufficializzazione del rogito è arrivata ieri per mano dell'imam Boukhari che ha informato l'amministrazione comunale, confermando che a marzo 2012 si completerà il trasferimento dall'attuale sede di via Oberdan, troppo piccola per una comunità che in città conta almeno duemila adepti.  L'intenzione della comunità, in realtà, era quella di comprare tutto l'edificio di via Guarini, strada senza uscita parallela di via dell'Artigianato, quasi a ridosso della ferrovia. A novembre si erano intensificati i colloqui con l'amministrazione comunale ma l'ostacolo più impervio era quello economico: c'era da trovare una o più banche che erogassero un mutuo per permettere l'acquisto dell'immobile. E invece nel giro di pochissime settimane i musulmani livornesi hanno trovato al proprio interno i fondi per comprare metà struttura senza impegnarsi in finanziamenti e hanno definito con la proprietà del fondo - che negli anni è stato sede della Tecnografica, poi della Bcm e fino a un mese fa della Tirrenia Srl - un'intesa che consentirà loro di acquisire l'altra metà del fabbricato non appena avranno la disponibilità economiche. Ma la struttura, già nelle dimensioni attuali, sembra in grado di risolvere il problema di rappresentare un luogo di culto adeguato alle esigenze di una comunità in crescita.  «La futura sede - sottolineano da palazzo civico - è servita da una sufficiente area di parcheggio privato. Orientamento verso la Mecca, capienza, collegamenti soddisfano la comunità». Da qui a marzo dovrà avvenire il cambio di destinazione d'uso e la messa a norma dell'edificio. Poi anche Livorno avrà la sua moschea.

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