Il Tirreno

Livorno

Due navi per far ripartire il bacino galleggiante

<b>BACINO.</b> L&#146;intervento su una delle due navi dell&#146;armatore sardo Nieddu nel Bacino Galleggiante
◗
BACINO. L’intervento su una delle due navi dell’armatore sardo Nieddu nel Bacino Galleggiante

La Gestione spa: e ora serve l'impegno di riattivare anche quello grande in muratura

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. «Il bacino galleggiante "Mediterraneo" è tornato alla vita». Ne dà il lieto annuncio Marco Fiorillo a nome della Gestione Bacini spa: vi si trovano in questi giorni due navi della Armamento Sardo. Tramite il direttore tecnico Pasquale Dorsi, la Gestione Bacini ha convinto la Nieddu a farsi affidare il processo di manutenzione della loro coppia di "Delfini". «E' una commessa importante anche in termini di mole di lavoro», dicono dal quartier generale della Gestione Bacini: entrambe «hanno una stazza imponente, pari a qualcosa come 11mila tonnellate (il bacino ha una capienza massima intorno alle 18mila) per una lunghezza di 180 metri».  A giudizio del gruppo imprenditoriale livornese, è «un bel respiro di sollievo per il nostro panorama industriale». Ma - si aggiunge - proprio per questo «non si può ignorare il rammarico per le numerose commesse alle quali ci siamo visti costretti a rinunciare durante il periodo di "esilio" forzato».  La Gestione Bacini spa ritiene bisognerebbe coinvolgere anche il Bacino Grande in muratura, «ancora ad oggi impossibilitato all'utilizzo». Lo ripete ricordando che il presidente dell'Authority aveva segnalato che è da pazzi lasciar marcire così un bacino da 320 metri come quello in muratura che ha pochi eguali nel Mediterraneo. E' vero - si precisa - è «in stato di forte degrado» e avrebbe bisogno di «un investimento importante per essere riattivato a dovere». Eppure «potrebbe anche fruttare a pieno regime più di 100 milioni di euro, grazie agli spazi in grado di ricevere ogni anno sino a 150 navi».  «La sua riapertura - viene sottolineato - appare l'unica strada percorribile per una sterzata decisa al progressivo declino locale, riversando sulla città un business dalla portata stimabile intorno ai 20 milioni di euro. Più che mai in questi tempi di crisi, farsi sfuggire questa opportunità equivarrebbe a commettere un delitto: l'omicidio intenzionale dell'economia livornese».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web