Il Tirreno

Livorno

Rapina finta, malore vero

<strong>RAPINA BURLA.</strong> Avvenuta all’ufficio postale di Antignano
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RAPINA BURLA. Avvenuta all’ufficio postale di Antignano

Entra in ufficio minacciando, poi si scusa: «È uno scherzo»

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LIVORNO. Per mettere in scena una finta rapina ha scelto senza dubbio il periodo sbagliato: cinque i colpi messi a segno nelle ultime quattro settimane in città. Forse è per questo che una delle impiegate delle Poste, quando lo ha visto entrare con il passamontagna in testa, ha avuto talmente paura da accusare un malore. A poco sarebbero servite le scuse dell'uomo che nel momento in cui si è reso conto che la situazione gli era sfuggita di mano avrebbe iniziato a ripetere ai clienti: «È uno scherzo, è uno scherzo», prima di lasciare l'ufficio dove poco dopo è arrivata un'ambulanza della Misericordia di Montenero che ha trasferito la donna, sotto choc, al pronto soccorso.  Il giallo della finta rapina è andato in scena ieri mattina intorno alle 9 nell'ufficio postale di Antignano. E alcuni clienti che si sono trovati coinvolti nel giurano che ieri non era la prima volta che veniva inscenata una rapina all'interno dell'agenzia in piazza Bartolomei. «Si è trattato soltanto di una sciochezza», spiega un dipendente prima di riattaccare il telefono e rimandare qualsiasi dichiarazione ufficiale alla direzione di Poste.  Tutto è iniziato intorno alle 9 quando nell'ufficio è entrato il finto malvivente, che peraltro non appariva armato. A raccontrare quello che è avvenuto negli istanti successivi nella sala dell'agenzia è stata la stessa impiegata, rimasta in osservazione dopo lo choc. «È entrato e aveva il volto coperto non so se da un cappuccio oppure da un passamontagna». A questo punto avrebbe iniziato a dire: «Questa è una rapina».  È nei momenti successivi alle minacce che la donna avrebbe accusato il malore. Quando il rapinatore burlone ha visto la donna perdere i sensi avrebbe subito tranquillizzato i presenti sulle sue reali intenzioni, cioè di voler scherzare.  Ma al termine della messa in scena si sarebbe comunque allontanato dall'ufficio postale a causa della reazione non molto conciliante degli altri utenti e dei colleghi dell'impiegata. Per il momento non ci sarebbe nessuna segnalazione arrivata né ai carabinieri, né alla polizia che per altro, ieri mattina, era competente per la zona sud della città.  Nel caso Poste facesse denuncia e il finto rapinatore venisse individuato rischierebbe di finire nei guai per il procurato allarme. E l'impiegata finita in ospedale potrebbe rivalersi in sede civile per il danno subito.  A Livorno, in questo mese di dicembre, ci sono state cinque rapine a mano armata in varie banche e alta è la preoccupazione di chi ricopre impieghi a contatto con il pubblico in uffici considerati «sensibili» per questo tipo di crimini.  Due settimane fa, proprio la polizia ha arrestato il rapinatore che minacciava i dipendenti con una bottigli florescente dicendo che si trattava di benzina quando invece era té. Cinque i colpi - secondo gli inquirenti - messi a segno dall'uomo prima di essere arrestato all'esterno dell'agenzia di Banca Intesa sul viale Ippolito Nievo grazie all'intervento di due dipendenti che lo hanno inseguito.

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