Il Tirreno

Livorno

Fa l'albero di Natale sulla tombadella figlia ma rubano l'addobbo

Federico Lazzotti
Fa l'albero di Natale sulla tombadella figlia ma rubano l'addobbo

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LIVORNO. Il Natale di Alessia Angulo, scomparsa a 14 anni in un tragico incidente stradale mentre tornava a casa in scooter, ruotava attorno a quell'albero con le palline colorate e la punta regalata dalla nonna. Per le feste lo teneva nella cameretta che divideva con la sorella più grande: addobbato e illuminato. Ecco perché nel primo Natale senza "Ale" i suoi genitori hanno deciso di portarlo davanti alla tomba della figlia, al cimitero dei Lupi, dov'è stata sepolta nel febbraio scorso dopo che una folla di amici l'aveva salutata per l'ultima volta.  «Ho portato l'albero il lunedì mattina prima di Natale - racconta papà Daniele - alle due di pomeriggio mi ha chiamato al telefono mia moglie che era stata al cimitero e mi ha detto che la punta era sparita. Il giorno dopo sono andato e ho riportato l'albero a casa per rimetterlo al suo posto, nella camera delle bimbe.

Purtoppo - prosegue - quello che fa più male dopo questa esperienza è sapere che oggi non si rispetta più niente, nemmeno il dolore, non so chi possa aver fatto una cosa simile, so solo che non ho parole, solo tanta rabbia».  Purtroppo i furti nei cimiteri, soprattutto a quello dei Lupi, non sembrano una novità. Lo conferma Elio Voliani che, indignato per quello che è successo sulla tomba della ragazzina, racconta in un messaggio: «Purtroppo i furti dentro al cimitero accadono ogni giorno. Rubano qualsiasi cosa dalle tombe: fiori, sciarpe e pupazzi».  La storia dello "sciacallo" dei Lupi è stata raccontata sulla pagina Facebook di Alessia che dal giorno della sua scomparsa è diventata una sorta di punto incontro per tutte le persone che l'hanno conosciuta sui banchi del liceo Niccolini Palli dove si era iscritta a settembre, alla scuola di danza, o nei luoghi di ritrovo dei ragazzi, sempre con quelli occhi dolci che si sono chiusi troppo presto. Gli amici la chiamano «Principessa», «Cucciola», «Amore mio». Per Natale è stata una pioggia di messaggi per quella ragazzina scomparsa sotto la pioggia all'incrocio tra viale Carducci e l'Aurelia la sera del 15 febbraio, il giorno dopo aver preso il patentito per guidare lo scooter. 

È in mezzo a tanti cuori che non l'hanno dimenticata che il padre della ragazzina racconta la storia dell'albero derubato.  «Amore mio, hai visto? L'alberino di Natale - scrive - non lo volevo portare perchè avevo paura che te lo rubassero. Hanno preso la punta. Domani mattina lo vengo a prendere e te lo rimetto in camerina. Tanto c'è sempre qualcuno che manca di rispetto». Il giorno dopo aggiunge: «Buongiorno amore: alberino salvo. È in camerina accanto alla tua foto di qualche anno fa con Babbo Natale. L'ha tirata fuori tua sorella».  Alessia e la sorella maggiore ogni anno, da quando erano poco più che bambine, andavano a prendere l'albero in cantina, lo mettevano in un angolo della loro cameretta e per tutte le feste restava là, tra luci e addobbi. «Anche adesso che erano diventate due adolescenti - va avanti papà Daniele - erano rimaste attaccate a questa abitudine.

Facevamo l'albero grande in salotto e loro ne facevano uno piccolo, sempre lo stesso, in camerina. Lo addobbavano con le palline alle quali erano più affezionate e in cima mettevano la punta che aveva regalato loro la nonna. Ecco perché con mia moglie avevano pensato di portare l'albero vicino alla tomba».  L'abete, alto una quarantina di centimetri, è rimasto al suo posto solo per qualche ora prima che qualcuno togliesse la punta e costringesse la famiglia a toglierlo dal cimitero. Quell'albero che era il simbolo attorno al quale ruotava il Natale di Alessia. I suoi amici sul web si dicono indignati per ciò che è successo e chiedono allo sciacallo di restituire la refurtiva. Un regalo che la famiglia, nonostante il ritardo, accetterebbe con commozione.

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