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«Non dite niente a mamma ora voglio tornare in servizio» Il racconto dell'agente ferita
Federico Lazzotti
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FERMATO. Un sospetto durante i controlli da parte degli agentiLe hanno chiuso la mano nella porta durante il blitz in piazza Attias Rischia di perdere il dito, operata due volte: decisive le prossime ore
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LIVORNO. Prega i colleghi di non raccontare a sua mamma «quello che le è successo», soprattutto il particolare che «rischia di perdere il pollice della mano sinistra». Chiede ai medici che la stanno seguendo «com'è andata l'operazione» e quando «potrà tornare in servizio» perché «la mia paura - dice - è quella di non poter più usare la mano come facevo prima».
A chi glielo domanda trova anche la forza di raccontare quello che è avvenuto durante la perquisizione che ha eseguito con altri colleghi lunedì sera, intorno alle 22, nell'appartamento al piano terra al numero 37 A di piazza Attias. «Era tutto ok. Il ragazzo che avevamo fermato poco prima sembrava tranquillo. Ma quando abbiamo aperto la porta della casa ha inziato a urlare: "Chiara scappate, ci sono gli sbirri"».
Da questo momento in avanti è scoppiato il caos: la porta blindata dell'appartamento si è chiusa e la mano della poliziotta, 36 anni, è rimasta incastrata in mezzo ai cardini. Nello stesso momento due persone si sono gettate dalla finestra per evitare di essere fermate mentre lei e alcuni colleghi tentavano di inseguirli. I due inquilini dell'appartantamento, invece, una coppia di fidanzati di 26 anni, sono stati arrestati con l'accusa di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni in concorso.
L'agente ferita racconta quello di cui è stata protagonista e vittima da un letto del reparto di chirurgia dell'ospedale di Livorno dov'è ricoverata da lunedì sera. «Ha subito due interventi chirurgici lunghi e delicati - spiegano i medici - per vedere se il pollice sarà salvato sarannno decisive le prossime 24 ore».
Quando la donna è arrivata in ospedale, intorno alle 23, l'idea era quella di trasferirla a Careggi dove c'è un reparto di microchirurgia della mano all'avanguardia. «Ma non c'era tempo da perdere se volevamo avere qualche speranza - proseguono dall'Asl - ecco perché è rimasta a Livorno e siamo intervenuti immediatamente». La cartella clinica dell'agente parla anche di altre due dita fratturate e di una prognosi complessiva che per il momento di una quarantina di giorni ma potrebbe essere prolungata.
«Era un normale controllo antidroga», ripetono il giorno dopo i colleghi dell'agente ferita. In attesa dell'esito dell'udienza di convalida, dalla ricostruzione degli stessi poliziotti, intorno alle 21,15, due agenti hanno visto una «faccia nota» passeggiare intorno a piazza Attias e lo hanno fermato. In tasca dell'uomo, un ventiseienne di origini nordafricane con diversi precedenti e altrettanti alias, hanno trovato un paio di grammi di hashish dentro al cellophane, oltre cinquencento euro in contanti e la chiave di un appartamento.
«Gli abbiamo chiesto dove abitasse e ci siamo fatti accompagnare fino al pianerottolo per eseguire una perquisizione». È quando gli agenti si sono trovati di fronte all'ingresso che la situazione è precipitata: l'agente rimasta con la mano bloccata dentro la porta, nel monolocale è scoppiato il fuggi fuggi e i poliziotti quando sono riusciti ad aprire hanno visto scappare due uomini dalla finestra dell'appartamento. «Quando mi ha chiuso la mano nella porta - racconta la donna - ho sentito solo un grande caldo ma non dolore. Infatti subito dopo ho aperto di nuovo con i miei colleghi. All'inizio mi sono messa all'iseguimento dei due che erano scappati dalla finestra: erano esili e avevano dei giacconi scuri. Solo dopo - va avanti - ho visto il guanto pieno di sangue. A quel punto me lo sono tolto e ho capito che cosa mi era successo».
A chi glielo domanda trova anche la forza di raccontare quello che è avvenuto durante la perquisizione che ha eseguito con altri colleghi lunedì sera, intorno alle 22, nell'appartamento al piano terra al numero 37 A di piazza Attias. «Era tutto ok. Il ragazzo che avevamo fermato poco prima sembrava tranquillo. Ma quando abbiamo aperto la porta della casa ha inziato a urlare: "Chiara scappate, ci sono gli sbirri"».
Da questo momento in avanti è scoppiato il caos: la porta blindata dell'appartamento si è chiusa e la mano della poliziotta, 36 anni, è rimasta incastrata in mezzo ai cardini. Nello stesso momento due persone si sono gettate dalla finestra per evitare di essere fermate mentre lei e alcuni colleghi tentavano di inseguirli. I due inquilini dell'appartantamento, invece, una coppia di fidanzati di 26 anni, sono stati arrestati con l'accusa di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni in concorso.
L'agente ferita racconta quello di cui è stata protagonista e vittima da un letto del reparto di chirurgia dell'ospedale di Livorno dov'è ricoverata da lunedì sera. «Ha subito due interventi chirurgici lunghi e delicati - spiegano i medici - per vedere se il pollice sarà salvato sarannno decisive le prossime 24 ore».
Quando la donna è arrivata in ospedale, intorno alle 23, l'idea era quella di trasferirla a Careggi dove c'è un reparto di microchirurgia della mano all'avanguardia. «Ma non c'era tempo da perdere se volevamo avere qualche speranza - proseguono dall'Asl - ecco perché è rimasta a Livorno e siamo intervenuti immediatamente». La cartella clinica dell'agente parla anche di altre due dita fratturate e di una prognosi complessiva che per il momento di una quarantina di giorni ma potrebbe essere prolungata.
«Era un normale controllo antidroga», ripetono il giorno dopo i colleghi dell'agente ferita. In attesa dell'esito dell'udienza di convalida, dalla ricostruzione degli stessi poliziotti, intorno alle 21,15, due agenti hanno visto una «faccia nota» passeggiare intorno a piazza Attias e lo hanno fermato. In tasca dell'uomo, un ventiseienne di origini nordafricane con diversi precedenti e altrettanti alias, hanno trovato un paio di grammi di hashish dentro al cellophane, oltre cinquencento euro in contanti e la chiave di un appartamento.
«Gli abbiamo chiesto dove abitasse e ci siamo fatti accompagnare fino al pianerottolo per eseguire una perquisizione». È quando gli agenti si sono trovati di fronte all'ingresso che la situazione è precipitata: l'agente rimasta con la mano bloccata dentro la porta, nel monolocale è scoppiato il fuggi fuggi e i poliziotti quando sono riusciti ad aprire hanno visto scappare due uomini dalla finestra dell'appartamento. «Quando mi ha chiuso la mano nella porta - racconta la donna - ho sentito solo un grande caldo ma non dolore. Infatti subito dopo ho aperto di nuovo con i miei colleghi. All'inizio mi sono messa all'iseguimento dei due che erano scappati dalla finestra: erano esili e avevano dei giacconi scuri. Solo dopo - va avanti - ho visto il guanto pieno di sangue. A quel punto me lo sono tolto e ho capito che cosa mi era successo».
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