Italia
DIOCESI
La solidarietà all'ombra dei campanili
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LIVORNO. Lo aveva detto il vescovo Simone Giusti: in questo momento di crisi, le parrocchie possono essere l'ancora di salvezza per i livornesi che stanno attraversando situazioni difficili. Ne aveva parlato a proposito dell'emergenza abitativa, ma aveva esteso il concetto ad altri problemi, come la mancanza di occupazione e la crisi di valori dei giovani. Il gesto di padre Nike rappresenta un'altra coniugazione del messaggio lanciato dalla diocesi di Livorno. L'adozione, da parte della parrocchia di Santa Rosa, del nascituro, è un altro esempio del ruolo attivo della Chiesa sul territorio. La decisione del sacerdote segue da vicino un'iniziativa messa in campo da un altro parroco, don Luciano Musi, che con la parrocchia di Coteto si farà carico dei debiti di tre famiglie del quartiere che altrimenti a gennaio avrebbero avuto lo sfratto. «Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, e di mare a Livorno ne abbiamo tanto», aveva detto monsignor Giusti, criticando i tempi troppo lunghi della burocrazia. Nel caso di padre Nike, invece, è stata proprio la tempistica il fattore di successo, se è vero che la coppia ha disdetto l'appuntamento in clinica poche ore prima dell'intervento per l'interruzione della gravidanza. «Abbiamo fatto di questo Natale il nostro Natale - ha spiegato il sacerdote - è stato come accogliere Gesù». Il parroco ha subito comunicato la storia al vescovo. «Di fronte alla vita umana i discorsi economici non hanno senso, - ha scritto - credo che un gesto del genere faccia onore alla nostra parrocchia, ma soprattutto onore alla vita». Monsignor Giusti si è complimentato con don Maurizio, rivelandosi disponibile anche per un futuro aiuto economico durante il sostentamento del bambino. G.C.
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