Il Tirreno

Livorno

Il Tar ha respinto la richiesta

«Casa sulle rotaie» Bloccata la pratica

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 LIVORNO. Voleva ampliare una sorta di baracca vicino alla linea ferroviaria aggiungendo cucina e ripostiglio e chiedendo al Comune il cambiamento della destinazione d'uso: da rimessa a civile abitazione. Ma la richiesta della signora Gioia Pasquini è stata prima rigettata dal Comune e poi respinta dal tribunale amministrativo di Firenze dopo il ricorso presentato dalla donna tramite il suo legale, avvocato Massimo Cenerini.  A far bloccare la pratica il rifiuto, lo scorso 12 gennaio, da parte di Rfi di rilasciare l'ok per l'ampliamento del manufatto perché «il ripostiglio sarebbe stao posizionato sul confine con la proprietà ferroviaria e a soli cinque metri dalla rotaia più vicina. «Carenze di motivazioni», le ha definite il legale della proprietaria. La Camera di consiglio del Tar ha rigettato il ricorso della signora Pasquini che adessso dovrà abbandonare l'idea di ampliare la sua proprietà e dovrà pagare alla Rete ferroviaria italiana (Rfi) le spese di giudizio che il tribunale amministrativo ha liquidato in tremila euro.

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