Il sindaco in trincea con Spil e Aamps
Juna Goti Mauro Zucchelli
«Le aree di Paduletta? Macché venderle, le useremo per ammodernare il porto»
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LIVORNO. Nella "messa cantata" degli auguri di fine anno il sindaco Cosimi parla per 74 minuti filati per dire quel che è stato e quel che sarà: soprattutto per le Partecipazioni Municipali e il governo del territorio. Comunque tanto la prima come l'ultima sottolineatura sono dedicate a quanto sarà terribile il 2012. Cosimi non cita la profezia maya sulla fine del mondo bensì l'ennesimo taglio choc alla finanza pubblica: 5,9 milioni nel 2010, 9,6 milioni nel 2011 e 15,4 milioni nel 2012 («e senza ridurre i servizi»).
In realtà, il sindaco ce la mette tutta per sventagliare ottimismo: 1) Livorno è «sede dell'unica facoltà che è arrivata alla laurea specialistica in logistica»; 2) è la città toscana che per i bus ha il «più alto contributo per i servizi minimi aggiuntivi»; 3) De Tomaso, Trw e Wass si sono aggiudicate 11 milioni di fondi nella gara regionale per l'innovazione; 4) il Pil è cresciuto dell'1% mentre in altre città toscane è arretrato. Non mancano però i paradossi: il "patto di stabilità" «blocca nelle casse del Comune 20 milioni» impedendo di pagare «le imprese che devono andare a chiedere i soldi alle banche»...
Partecipazioni municipali. Il sindaco apre le danze in questo campo partendo dalla Spil (67% Comune), finita nel fuoco delle polemiche per il parcheggio ex Odeon. Ha accresciuto il patrimonio (da 13 milioni di euro nel 2003 e 32 milioni adesso). Quanto basta per ribadire che «non abbiamo intenzione di vendere Paduletta». E' «una zolla d'oro» a ridosso del porto e Cosimi vuol giocarsela non per fare cassa bensì per «influenzare il piano regolatore portuale».
Porto: alt alle rendite. Le banchine, Cosimi le disegna come il regno della conservazione: tramite Demanio e intervento pubblico il Comune vuol «redistribuire ricchezza e creare maggiori occasioni di lavoro». Il rischio di città come la nostra con molti pensionati e redistribuzione di reddito tramite l'azione pubblica è finire nel gorgo della rendita: al contrario c'è da uscirne e «reinvestire su sé stessi» perché «queste cose vanno conquistate», dice Cosimi (che sponsorizza esplicitamente il lavoro di Gallanti).
Sos Aamps. Cosimi squaderna una tabella per segnalare che la Tia livornese è a metà classifica in Toscana (e che come un po' tutto il "fisco" municipale non rincara da anni). Glissa però sul fatto che dal 2000 fra acqua e rifiuti Livorno ha un caro bolletta fra i 10 più salati d'Italia: parola di Federconsumatori. E quando mostra di rammaricarsi per come Il Tirreno ha parlato di amministrazioni statali che non pagano la Tia, lo fa però per calare l'asso: dieci anni di contenzioso con le scuole sulla tassa rifiuti, hanno costretto il Comune ad anticipare i soldi e ora non gliene hanno restituiti che il 30%. Cosa non va nella politica dei rifiuti? Cosimi contesta alla Regione l'ok a 8 milioni di metri cubi di allargamento di discariche («sono una ipoteca sul futuro»). Ok invece il calo dell'assenteismo all'Aamps: è al 4,8%, sette anni fa era al 12% (e intanto gli addetti sonmo scesi da 300 a 269).
La sfida urbanistica. Accanto alle partecipate in bilico, è sull'urbanistica che si gioca il futuro dell'amministrazione Cosimi e, soprattutto, della città. «Il 2012 - dice il sindaco - sarà un anno senza soldi, ci saranno però tanti concorsi a finanziamenti, a partire da quel miliardo dell'obiettivo di convergenza Ue che sarà dato alle città in grado di fare innovazione». «Noi - aggiunge - dobbiamo andare a vincere e trovare in quel contesto la possibilità di cambiamento». A cosa pensa? «Accettiamo la sfida di una tramvia a Livorno, anche se darà fastidio a categorie e a qualche cittadino». Ma intanto c'è da far decollare quel piano strutturale che ha già scatenato mille polemiche. «Hanno risposto 15 concorrenti di altissimo livello - ripete - sarà la nostra rivoluzione copernicana». Decollerà prima della fine del mandato? Intanto, pensando alle proteste di molti professionisti livornesi, polemizza: «D'ora in poi bisogna che tutti si abituino che quando esce un bando si concorre, non si chiede di concorrere a scrivere il bando».
Continuiamo a Pensare in Grande. Cosimi insiste: «Andiamo avanti col progetto di Pensiamo in Grande perché lo leghiamo al traffico e al trasporto pubblico, siamo disponibili ad ascoltare tutti ma si parte da lì. Nei prossimi due anni aumenteremo le aree pedonali, metteremo il decoro urbano e costruiremo l'opportunità di occupare gli spazi pubblici da parte dei cittadini». E cita la A di piazza Attias, come simbolo di un ritrovato «stare in mezzo alle piazze».
Le Terme? I privati battano un colpo. Il sindaco ripete quanto annunciato nella stessa conferenza stampa di Natale, un anno fa: «Abbiamo previsto un milione di euro per lo chalet di Ardenza». Quello ancora transennato. E le Terme del Corallo? Da un lato, accantona una fetta di oneri di urbanizzazione; dall'altro, punta all'accordo con Sat per il sottopasso. «Però siamo gli unici - polemizza - che dal 1947 hanno messo soldi in quell'area. La community che si è formata sul web si materializzi e ci aiuti se non siamo capaci. Abbiamo destinato una quota parte degli oneri di urbanizzazione per cominciare a recuperare il monumento, il progetto è pronto. Ma l'intrapresa privata batta un colpo».
«Dopo il 2014? Se il partito mi offre qualcosa...». Il sindaco tira le orecchie a una «politica che ruzzola dietro a problemi più grossi di lei» e non nasconde le difficoltà interne alla maggioranza, «che comunque è la base da cui partire per vincere le prossime elezioni». «Comunque - chiosa - questo consiglio comunale guidato da Enrico Bianchi davanti alle emergenze c'è sempre stato». «Casomai - aggiunge - vediamo che cosa accadrà nei prossimi mesi che saranno particolarmente mossi, non solo qui, ma ovunque in Italia». Mesi, dice, «da far tremare i polsi».
E la coalizione, che già traballa. Seduto in prima fila, guarda caso, c'è proprio il litigioso capogruppo di Idv, Andrea Romano. Operazione acqua sul fuoco? «Con Idv - dice il sindaco - abbiamo un rapporto complesso, talvolta non c'è identità di vedute, ma sempre una lealtà di fondo». Basterà? Intanto Cosimi ripete che «resterò fino al 2014». «Cosa farò dopo? Sono laureato, specializzato e rispecializzato: tornerò a lavorare. Ma se il partito mi chiederà qualcosa valuterò con mia moglie e i miei figli...».
In realtà, il sindaco ce la mette tutta per sventagliare ottimismo: 1) Livorno è «sede dell'unica facoltà che è arrivata alla laurea specialistica in logistica»; 2) è la città toscana che per i bus ha il «più alto contributo per i servizi minimi aggiuntivi»; 3) De Tomaso, Trw e Wass si sono aggiudicate 11 milioni di fondi nella gara regionale per l'innovazione; 4) il Pil è cresciuto dell'1% mentre in altre città toscane è arretrato. Non mancano però i paradossi: il "patto di stabilità" «blocca nelle casse del Comune 20 milioni» impedendo di pagare «le imprese che devono andare a chiedere i soldi alle banche»...
Partecipazioni municipali. Il sindaco apre le danze in questo campo partendo dalla Spil (67% Comune), finita nel fuoco delle polemiche per il parcheggio ex Odeon. Ha accresciuto il patrimonio (da 13 milioni di euro nel 2003 e 32 milioni adesso). Quanto basta per ribadire che «non abbiamo intenzione di vendere Paduletta». E' «una zolla d'oro» a ridosso del porto e Cosimi vuol giocarsela non per fare cassa bensì per «influenzare il piano regolatore portuale».
Porto: alt alle rendite. Le banchine, Cosimi le disegna come il regno della conservazione: tramite Demanio e intervento pubblico il Comune vuol «redistribuire ricchezza e creare maggiori occasioni di lavoro». Il rischio di città come la nostra con molti pensionati e redistribuzione di reddito tramite l'azione pubblica è finire nel gorgo della rendita: al contrario c'è da uscirne e «reinvestire su sé stessi» perché «queste cose vanno conquistate», dice Cosimi (che sponsorizza esplicitamente il lavoro di Gallanti).
Sos Aamps. Cosimi squaderna una tabella per segnalare che la Tia livornese è a metà classifica in Toscana (e che come un po' tutto il "fisco" municipale non rincara da anni). Glissa però sul fatto che dal 2000 fra acqua e rifiuti Livorno ha un caro bolletta fra i 10 più salati d'Italia: parola di Federconsumatori. E quando mostra di rammaricarsi per come Il Tirreno ha parlato di amministrazioni statali che non pagano la Tia, lo fa però per calare l'asso: dieci anni di contenzioso con le scuole sulla tassa rifiuti, hanno costretto il Comune ad anticipare i soldi e ora non gliene hanno restituiti che il 30%. Cosa non va nella politica dei rifiuti? Cosimi contesta alla Regione l'ok a 8 milioni di metri cubi di allargamento di discariche («sono una ipoteca sul futuro»). Ok invece il calo dell'assenteismo all'Aamps: è al 4,8%, sette anni fa era al 12% (e intanto gli addetti sonmo scesi da 300 a 269).
La sfida urbanistica. Accanto alle partecipate in bilico, è sull'urbanistica che si gioca il futuro dell'amministrazione Cosimi e, soprattutto, della città. «Il 2012 - dice il sindaco - sarà un anno senza soldi, ci saranno però tanti concorsi a finanziamenti, a partire da quel miliardo dell'obiettivo di convergenza Ue che sarà dato alle città in grado di fare innovazione». «Noi - aggiunge - dobbiamo andare a vincere e trovare in quel contesto la possibilità di cambiamento». A cosa pensa? «Accettiamo la sfida di una tramvia a Livorno, anche se darà fastidio a categorie e a qualche cittadino». Ma intanto c'è da far decollare quel piano strutturale che ha già scatenato mille polemiche. «Hanno risposto 15 concorrenti di altissimo livello - ripete - sarà la nostra rivoluzione copernicana». Decollerà prima della fine del mandato? Intanto, pensando alle proteste di molti professionisti livornesi, polemizza: «D'ora in poi bisogna che tutti si abituino che quando esce un bando si concorre, non si chiede di concorrere a scrivere il bando».
Continuiamo a Pensare in Grande. Cosimi insiste: «Andiamo avanti col progetto di Pensiamo in Grande perché lo leghiamo al traffico e al trasporto pubblico, siamo disponibili ad ascoltare tutti ma si parte da lì. Nei prossimi due anni aumenteremo le aree pedonali, metteremo il decoro urbano e costruiremo l'opportunità di occupare gli spazi pubblici da parte dei cittadini». E cita la A di piazza Attias, come simbolo di un ritrovato «stare in mezzo alle piazze».
Le Terme? I privati battano un colpo. Il sindaco ripete quanto annunciato nella stessa conferenza stampa di Natale, un anno fa: «Abbiamo previsto un milione di euro per lo chalet di Ardenza». Quello ancora transennato. E le Terme del Corallo? Da un lato, accantona una fetta di oneri di urbanizzazione; dall'altro, punta all'accordo con Sat per il sottopasso. «Però siamo gli unici - polemizza - che dal 1947 hanno messo soldi in quell'area. La community che si è formata sul web si materializzi e ci aiuti se non siamo capaci. Abbiamo destinato una quota parte degli oneri di urbanizzazione per cominciare a recuperare il monumento, il progetto è pronto. Ma l'intrapresa privata batta un colpo».
«Dopo il 2014? Se il partito mi offre qualcosa...». Il sindaco tira le orecchie a una «politica che ruzzola dietro a problemi più grossi di lei» e non nasconde le difficoltà interne alla maggioranza, «che comunque è la base da cui partire per vincere le prossime elezioni». «Comunque - chiosa - questo consiglio comunale guidato da Enrico Bianchi davanti alle emergenze c'è sempre stato». «Casomai - aggiunge - vediamo che cosa accadrà nei prossimi mesi che saranno particolarmente mossi, non solo qui, ma ovunque in Italia». Mesi, dice, «da far tremare i polsi».
E la coalizione, che già traballa. Seduto in prima fila, guarda caso, c'è proprio il litigioso capogruppo di Idv, Andrea Romano. Operazione acqua sul fuoco? «Con Idv - dice il sindaco - abbiamo un rapporto complesso, talvolta non c'è identità di vedute, ma sempre una lealtà di fondo». Basterà? Intanto Cosimi ripete che «resterò fino al 2014». «Cosa farò dopo? Sono laureato, specializzato e rispecializzato: tornerò a lavorare. Ma se il partito mi chiederà qualcosa valuterò con mia moglie e i miei figli...».
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