Il Tirreno

Livorno

Spaccio a Fabbricotti preso con un chilo di hashish in casa

<b>SEQUESTRATO </b>Il chilo e duecento grammi trovati a casa
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SEQUESTRATO Il chilo e duecento grammi trovati a casa

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 LIVORNO. «Siamo in due veniamo tra un po'». Bastava una chiamata, ma spesso era sufficente un sms per prendere appuntamento con il pusher di Fabbricotti, suonare alla porta, al quarto piano di un palazzo di via Zambelli, seguirlo nel sottoscala e acquistare l'hashish.  Era questo - secondo gli inquirenti - il sistema con cui Daniele Tilli, 51 anni, aveva costruito una rete di spaccio che ogni giorno si allargava. «In quella casa c'è un continuo via vai di gente soprattutto dalle 10 del mattino alle 22», hanno raccontato alcuni vicini di casa dell'uomo ai carabinieri segnalando il sospetto andirivieni di clienti all'interno dello stabile al numero quattro di via Zambelli, a pochi passi, tra l'altro, dalla comando provinciale dei carabinieri.  Un paio di settimane di indagine, soprattutto appostamenti fuori dal palazzo, prima del blitz di mercoledì pomeriggio quando i militari sono entrati mentre il cinquantunenne stava vendendo alcune dosi di hashish a un paio di clienti. La sopresa, anche per gli inquirenti, è stata quella di scoprire il posto dove Daniele Tilli aveva nascosto un chilo e duecento grammi di droga che rivenduti al dettaglio avrebbero fruttato più di seimila euro. «Per non tenerla in casa - raccontano gli investigatori - aveva trovato il modo di mettere la droga dentro al bauletto dello scooter che teneva nel sottoscala».  Ecco perché quando l'acquirente suonava il campanello il cinquantunenne scendeva fino giù per completare lo scambio e risalire. In due settimane di appostamenti fuori dall'ingresso i militari hanno contato decine di clienti. «Persone di tutte le età - raccontano - ma in particolare ragazzi giovani».  Oltre al chilo e passa di hashsih i carabinieri hanno sequestrato una bilancina di precisione e circa trecento euro in contanti. Al termine del blitz l'uomo è stato arrestato con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio e trasferito nel carcere delle Sughere.  Adesso le indagini dei carabinieri si concentreranno per risalire al livello superiore dello spaccio. «Avremmo potuto aspettare qualche giorno e vedere dove si riforniva - ammette un investigatore che ha indagato sul caso - ma lo spaccio negli ultimi tempi si era allargato a tal punto da essere obbligati ad intervenire visto che in due settimane riusciva a smerciare fino a un chilo di fumo». Un sospetto confermato dall'ingente quantitativo di hashish trovato nel bauletto del suo scooter.  Secondo quando hanno potuto ricostruire i carabinieri, la droga sequestrata proverrebbe dal giro che fa capo al traffico con il Nordafrica. Adesso toccherà al cinquantunenne decidere se parlare davanti al giudice e cercare di alleggerire la sua posizione.(f.laz.)

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di Redazione web