Il Tirreno

Livorno

Segreteria del Pd, la rivoluzione di Lippi

Juna Goti
In alto la nuova segreteria territoriale. Di lato (da sinistra) Seriacopi, Lippi e Martelli
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In alto la nuova segreteria territoriale. Di lato (da sinistra) Seriacopi, Lippi e Martelli

I big restano «a servizio», entra l'ex assessore alle partecipate: ora pensiamo alla ditta

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 LIVORNO. Per presentare la sua squadra il nuovo segretario del Pd, Samuele Lippi, si affida alle parole di Bersani: «Lavoriamo per la ditta». Una ditta affollata: segretario, coordinatore, responsabile enti locali, 21 (tra poco 22) nominati, 8 incarichi di direzione, 5 membri di diritto. «Una squadra plurale, ma mi auguro corale», continua sullo stile bersaniano.  Il dato che salta subito all'occhio è che il cecinese arrivato a Livorno dopo Filippo Di Rocca ha completamente, o quasi, rivoluzionato la segreteria territoriale. Ovvero l'organo che coordina il lavoro del partito tra Collesalvetti e il confine con la Val di Cornia. È lui stesso a sottolinearlo: «C'è stato un rinnovamento forte. Tanti giovani, tante donne, per lo più "nativi" del Pd, tutti con passione, umiltà e professionalità».  «Verso una nuova era»: le tre D del segretario. La squadra è articolata in nove dipartimenti, «intesi come luoghi di partecipazione con funzione di coordinamento verso l'esterno». Precedenza al tema del lavoro, ai rapporti con i territori vicini («primo fra tutti Collesalvetti, per uno sviluppo sinergico delle risorse»), attenzione al piano strutturale e a quello che viene definito «patto contro la povertà, attivando una maggiore collaborazione tra privati, istituzioni, categorie, imprese». Lippi le chiama tre D, una sorta di linee guida per la nuova segreteria: «Discernere, discutere (e in quello siamo bravissimi) ma poi decidere». Non vuole sentire parlare di rottura con il vecchio filone del Pd, quello che è stato dimissionato in autunno insieme a Di Rocca, ma di fatto il segretario ha cambiato parecchi nomi. Con big che hanno fatto o sono stati invitati a fare scelte diverse e sezioni storiche - come la "repubblica di Salviano" - rimaste un po' a bocca asciutta. «Oggi iniziamo un percorso verso il futuro - dice - verso un'altra era. Volontà e ambizione sono quelle di dare insieme una prospettiva concreta ai nostri territori per superare la crisi».  Cavicchi rifiuta, Salviano mugugna. Il cecinese che mantiene il profilo basso e non ama sbottonarsi troppo davanti al taccuino, ammette che «con Marco Cavicchi avevamo parlato di un incarico in direzione, ma ha fatto scelte diverse». Cerca di gettare acqua sul fuoco («Non usiamo la parola rifiuto») e poi sterza: «Salviano è scontento? Non non sono stato a guardare la provenienza degli iscritti...».  Big in uscita, assessore in entrata. Va detto che in sala, per la soddisfazione di Elis Bufalini (membro di diritto) c'è mezzo gruppo provinciale del Pd, compreso il leader dei filo Bindi, Antonio Ceccantini. Marida Bolognesi ha lasciato il posto al coordinatore a Marco Martelli (anche lui di area Franceschini). Per varare la squadra, tra consultazioni e correnti, ci sono voluti due mesi. Ha fatto in tempo a cadere anche il governo Berlusconi. «Ma non è il frutto di trattative - controbatte Lippi - Esponenti di spicco si sono messi a disposizione senza chiedere niente in cambio. Marida ha ritenuto di non partecipare, mettendosi al servizio». In corsa c'è invece un pezzo da novanta come l'ex assessore Claudio Ritorni, nuovo responsabile enti locali. Messaggio in bottiglia per il sindaco?  Lippi chiama Cosimi. «Ho parlato col sindaco - si affretta a dire il segretario - e sull'incarico a Ritorni siamo in sintonia. Lo stimo, è una persona di esperienza che conosce bene il territorio e potrà dare un contributo importante». Ma com'è che l'assessore uscito dalla porta di Cosimi per evidenti divergenze su società partecipate e manovre urbanistiche ora rientra dal portone del Pd? Il partito prepara il dopo Cosimi e sceglie nuove strade? «Io ho un pregio e un difetto - plana Lippi - il difetto è che vengo da Cecina, il pregio è che vengo da Cecina...». «Il partito - chiude - pensa a gettare le basi per il futuro economico di questo territorio. Il resto mi appassiona poco. E poi, se vuole sapere questo, sono per le primarie. Al dopo Cosimi penseremo al congresso del 2013».

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di Redazione web