Il Tirreno

Livorno

Noi dell'Arci che accogliamo i cittadini e difendiamo l'esenzione della Chiesa...

Marco Solimano   presidente Arci Livorno
Marco Solimano
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Marco Solimano

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Leggo con stupore, sul Tirreno del 21 dicembre le dichiarazioni del signor Luigi Pappalardo, commercialista ed economo della Diocesi livornese, il quale, in relazione al pagamento dell'Ici, cita ripetutamente l'Arci ed i suoi circoli avventurandosi in ragionamenti che non hanno alcun fondamento nella realtà.  Io difendo con fermezza l'esenzione dal pagamento di tutte quella realtà, Chiesa compresa, che svolgono nei loro locali attività sociali, culturali, ricreative e quant'altro, soprattutto in un momento così difficile per la vita di fasce sempre consistenti di cittadini e per la coesione sociale dei territori.  Ben altra cosa è l'utilizzo di proprietà immobiliari per finalità esclusivamente commerciali, da cui si ricava reddito, che devono essere giustamente e doverosamente tassate.  Ed a questo punto sono necessarie alcune precisazioni che sfuggono alla conoscenza del signor Pappalardo.  Fra i circa sessanta circoli e basi associative, affiliate nel nostro territorio all'Arci territoriale, solamente tre sono di proprietà dei circoli stessi. E questo non per lasciti o donazioni ma grazie all'impegno responsabile dei gruppi dirigenti, fatti da cittadini volontari, i quali si sono sobbarcati l'onore di mutui ultradecennali per corrispondere ai bisogni emergenti dal territorio. Gli altri pagano un regolare canone di locazione a proprietà diverse a secondo della realtà.  L'Arci non possiede proprietà, né cliniche private, né alberghi, né scuole private, né stabilimenti balneari con annessi resort, né appartamenti sparsi sul territorio né altro ancora e tutto quello che riesce a produrre è unicamente frutto dell'impegno di cittadini volontari e dei tanti soci che costituiscono il corpo associativo.  I circoli, presenti in ogni quartiere della città, pur nelle mille contraddizioni, rappresentano dei veri e propri presidi democratici, luoghi di vita e partecipazione, luoghi di relazione e convivialità ultimo baluardo di una socialità popolare e civile di cui si sta perdendo traccia. Luoghi di accoglienza per giovani ed anziani, per cittadini stranieri e donne, luoghi anche di ricreazione e divertimento che spesso sottraggono i cittadini all'isolamento ed alla solitudine.  E la attività commerciali presenti in alcuni di essi, con prezzi imposti dalla direzione territoriale, consentono unicamente di poter esprimere al meglio tutta la dimensione istituzionale di cui prima ho parlato.  E questo presidente non ha avuto alcuna esitazione a negare, nel tempo, l'affiliazione a quanti, e ce ne sono, dietro la dimensione circolistica nascondono vere e proprie attività commerciali.  Questa è l'Arci, gentilissimo signor Papplardo, sempre disponibile a collaborare nella difesa comune dei valori fondativi della persona, pronta a difendere i diritti di tutte le persone, nessuna esclusa, soprattutto quelle più fragili e più deboli, impegnata a valorizzare quello straordinario mondo del volontariato, di cui la Chiesa è grande protagonista, energia vitale di una società spesso distratta e non attenta alle sofferenze, spesso inespresse, di una importante fascia delle nostre comunità.

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di Redazione web