Gioco
Container sì o no: gli inquilini insistono il Comune non vuole
Giulio Corsi
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INVERNO IN ROULOTTE Per alcune famiglie è realtà e si discute su dove sistemarle 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il problema: con l'arrivo del freddo la situazione legata ai senza tetto che vivono in dimore di fortuna come roulotte, tende, baracche, diventa emergenza. L'accusa (dell'Unione Inquilini): c'era un piano che prevedeva la sistemazione nell'area per camperisti di via Mondolfi di una decina di abitazioni prefabbricate, "rimanenze" della catastrofe dell'Aquila, ma quel piano è rimasto nel cassetto. La replica (del Comune): l'utilizzo di quei moduli abitativi - che era stato vagliato - sarà attivato come estrema ratio, perché è in casi di estrema ratio che si muove la protezione civile, per il presente l'amministrazione cerca una soluzione più strutturata. E ad oggi - spiegano - ci sono una quindicina di posti disponibili in strutture comunali o alberghiere per i casi segnalati dai servizi sociali. L'inverno è arrivato, sul calendario e sul termometro, e il dramma di chi non ha un riparo caldo dove rifugiarsi torna di attualità. A sollevare la questione l'Unione Inquilini. «L'assessore Cantù si era mosso bene e per tempo mettendo a punto un piano per mettere al sicuro gli sfollati che vivono all'addiaccio d'intesa con i tecnici della protezione civile - sottolinea Daria Faggi -. Un piano intelligente che faceva ammenda di uno dei tanti sprechi del passato, utilizzando un'area attrezzata per i camper e abbandonata alle ortiche, costata 200mila euro alla collettività, per sistemare una decina di abitazioni prefabbricate bifamiliari con il costo complessivo di poco più di 1.700 euro tutto compreso. La riunione che doveva dare l'ok, già programmata a fine novembre, è stata sospesa e non è più stata riconvocata. Nel frattempo sono già arrivate le prime segnalazioni in Comune di un bambino ustionato da una stufetta in una baracca di fortuna dove vivono da 18 mesi in attesa di sistemazione alla Lamarmora famiglie livornesi sfrattate». Le parole di Daria Faggi in realtà mettono in evidenza anche un altro aspetto della questione: assessorato al sociale e protezione civile si erano mostrati disponibili a utilizzare quei container provenienti dall'Abruzzo ma alla fine la decisioni politica è stata un'altra. E l'idea è rimasta sulla carta. Quei moduli abitativi adesso si trovano a Pistoia, in un hangar della protezione civile regionale. «Come protezione civile siamo pronti in qualunque momento e in pochissimo tempo a partire e agganciare quelle case e portarle a Livorno - sottolinea il responsabile comunale Gonnelli -, un po' più di tempo potrebbe servire per agganciare quelle strutture alla distribuzione di luce e acqua. Ma la questione non sta nel tempo: l'emergenza abitativa è molto ben condotta dall'ufficio sociale». Come ribadire: la decisione è politica. E per adesso si sono prese altre strade. Dall'Unione Inquilini però si insiste e si fa appello al prefetto: «Quelle case mobili servono: ci auguriamo che sindaco e prefetto con l'assessore competente si affrettino a rimediare a questa grave disattenzione verso i più poveri Non sempre e non tutto si può affidare alla buona volontà di Caritas e Unione Inquilini. Ci appelliamo al prefetto di Livorno che con squisita sensibilità ci ha ricordato che non ci sono solo gli sfrattati tra i nuovi sfollati ma anche extra comunitari in miseria rom gente di strada e che a tutti andrebbe garantito un alloggio di soccorso».
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