Gioco
Il racconto della ragazza in aula: «Non dire niente a nessuno se no ti rovino»
Militare accusato di violenza
Federico Lazzotti
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A PROCESSO Un appuntato dei carabinieri per una presunta violenza sessuale Avrebbe baciato e toccato la cameriera di una pizzeria
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LIVORNO. «Ero sola nel locale e mettevo in ordine dietro al bancone. Il carabiniere è entrato, ci siamo messi a parlare e mi ha chiesto il numero di telefono con la scusa di aiutarmi con un suo collega che in quel periodo mi piaceva. Mi sono appoggiata per scrivere e in quel momento lui mi ha toccato. Poi mi sono voltata e mi ha baciato sulla bocca. Prima di uscire ha aggiunto di non dire a nessuno di quello che era successo altrimenti mi avrebbe rovinato». La ragazza non ce la fa a trattanere le lacrime mentre in aula, davanti al collegio dei giudici, racconta la sua versione di quello che sarebbe avvenuto nel pomeriggio del 21 luglio di due anni fa all'interno della pizzeria nella zona di Rosignano, dove lavorava. In seguito alla denuncia, effettuata dalla ragazza, allora diciottenne, un mese dopo le presunte avances, è stato prima indagato e poi imputato con l'accusa di violenza sessuale aggravata perché compiuta nelle proprie funzioni di pubblico ufficiale l'appuntato Vincenzo Della Rocca, 48 anni. «Sono due anni che mi chiedo il perché abbia raccontato queste cose - dice in aula il militare - quel giorno non ho palpeggiato nessuno, ho solo scavalcato il bancone per scrivere il numero di telefono e poi ho salutato la ragazza con due baci sulle guance». Oltre alla denuncia della ragazza che si è costituita parte civile nel processo assistita dall'avvocato Ilaria Bacci, in mano al pubblico ministero Massimo Manucci ci sono anche alcuni messaggi spediti nei giorni successivi dal militare alla cameriera. Nei tre sms Della Rocca si rivolge alla diciottenne con l'appellativo di «Bambolina». In uno in particolare si scuserebbe per «quel bacio sulle labbra» sottolineando come «non fosse sua intenzione ferirla». La conferma degli sms finiti agli atti del processo è arrivata anche dalla titolare della pizzeria dove la presunta vittima lavorava quell'estate. «Quando il carabinieri è uscito dal locale ed è salito in macchina - racconta la donna - sono entrata nel locale e ho trovato la ragazza in bagno che piangeva. Era sotto choc e mi ha raccontato poco prima Vincenzo le aveva toccato il sedere e l'aveva baciata. Mi ha chiesto che cosa dovesse fare e io le ho detto di andare a fare denuncia. Nei giorni successivi quando Vincenzo le mandava gli sms lei me li faceva leggere». Ieri, in aula, è stato sentito anche il collega dell'appuntato che quel giorno era con lui di pattuglia. «Ci siamo fermati alla pizzeria perché il mio collega doveva andare in bagno. Quando è entrato sono rimasto in macchina e ho scambiato due parole con la titolare. Vincenzo è uscito cinque minuti più tardi e siamo risaliti in auto. Se l'ho visto diverso rispetto al solito? No, e da quel giorno ogni volta che gli ho chiesto cosa fosse successo nel locale mi ha risposto: niente».
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