Gioco
Il circolo rinasce, lo spaccio trasloca
Giulio Corsi
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IL PRIMO PASSO Il circolo Divo Demi vuole essere la prima pagina della rinascita di Fiorentina Sotto i bambini dellasilo durante la festa In 200 al Divo Demi per la festa dell'asilo ma in piazza della Guglia il degrado continua
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LIVORNO. Dentro il circolo Divo Demi: 60 alunni della scuola materna della Guglia vestiti di bianco, con un cappellino rosso da babbo Natale infilato sulla testa, i genitori, i nonni, gli zii intorno che scattano fotografie e applaudono felici gustandosi canzoni in tema Santa Claus e sorrisi che solo bambini di tre, quattro, cinque anni sanno regalare. Fuori dal circolo Divo Demi, cento passi esatti più in là, sul lato opposto della piazza: la solita scena di degrado di un quartiere socialmente sofferente, una decina di tossicodipendenti che ondeggiano sul marciapiede, una birra in mano, un'imprecazione improvvisa, ti scrutano storto mentre cammini, ti seguono con lo sguardo finché non sparisci dalla loro vista. Non è mezzanotte, sono le undici e mezzo di un mattino di sole. Sui due lati di piazza Barriera Garibaldi risplendono nitide le due facce di un quartiere com'è e com'è stato, e di come vorrebbe essere. Il futuro è dentro al circolo. Lì il problema dello spaccio e della microcriminalità l'hanno toccato con mano fino addirittura a veder chiuso per venti giorni il portone storico di quello che un tempo si chiamava Consulta popolare del Rione Fiorentina. "Riprendiamoci il quartiere" hanno intitolato l'iniziativa i nuovi dirigenti del Divo Demi insieme alle maestre della scuola materna della Guglia. Per adesso hanno iniziato a riprendersi il circolo ed è sicuramente un passo importante. «Perché - sottolinea l'ex consigliere comunale Giuliana Simonti - questo per anni, per decenni è stato un punto di riferimento fondamentale per la gente della zona. Avevi da lasciare un'ora un anziano zio in mani sicure? Lo portavi al Divo Demi. Eri solo la domenica e avevi voglia di stare in compagnia? Venivi al Divo Demi». Negli ultimi tempi però la storia era cambiata. «Si erano presi il circolo», ricorda amaro Franco Giannini, il nuovo presidente. E quella terza persona plurale è riferita al mondo della tossicodipendenza che negli ultimi dieci anni in queste strade attorno alla Guglia si è costruita una roccaforte. Adesso il Divo Demi è tornato a vivere. E questa festa natalizia costruita in neanche un mese dice che è tornato ad essere anche un punto d'attrazione per il rione: perché in mezzo a genitori, nonni, zii, ad applaudire i sessanta bimbi della scuola materna del quartiere c'è anche gente che con gli alunni non ha nessun rapporto. «Ci sono frequentatori storici che in queste sale non si vedevano da anni e gente che non conoscevamo - sottolinea Giannini -. Non abbiamo memoria di una iniziativa messa in piedi su questa pista insieme alla scuola, mentre adesso vorremmo instaurare con loro un rapporto nuovo, intenso. Le insegnanti e i genitori devono sapere che questi locali sono a disposizione. Abbiamo già deciso di fare qui la festa di carnevale e anche quella di fine anno. E la sinergia con la gente, con le famiglie, crescerà grazie al ballo e al pattinaggio, attività storiche del Divo Demi». Mentre Giannini parla, i 60 bambini, guidati dalle loro insegnanti, cantano, alzano le mani in alto e basso come in una danza, qualcuno piange. Barbara Pettini, coordinatrice delle maestre, dà il via al momento clou: le letterine a babbo Natale. Li chiama uno per uno verso una enorme cassetta della posta. Edoardo, Giulia, Davide, El Mostafà, Matteo. D'improvviso arriva la grande sorpresa: babbo Natale che consegna a tutti un dono. Il Divo Demi è tornato un luogo sicuro, un punto di aggregazione. Si respira nell'aria, si vede dalle facce serene di mamme e babbi felici di godersi i loro piccoli che si alzano, si siedono, si rialzano, sorridono. Ma per adesso è un'enclave, un'oasi in un quartiere che ha ancora i suoi gravi, vecchi problemi. Basta varcare la soglia del circolo e fare cento passi per tornare alla realtà: i tossicodipendenti sono ancora lì. «Purtroppo ogni giorno la situazione è la stessa - dice un genitore -. Tirano bottiglie, urlano, imprecano, lasciano siringhe ovunque. Neanche un mese fa abbiamo presentato un esposto con 300 firme al prefetto ma nessuno ci ha risposto e loro, i tossici, continuano ad essere i padroni della piazza. Vedere il circolo liberato è una soddisfazione, una piccola vittoria, ma non può bastare: servono più controlli, più presenza delle istituzioni. È questo che abbiamo chiesto al prefetto. Una risposta sarebbe il miglior regalo di Natale».
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